CASTIGNANO (Ascoli Piceno) – In una mossa audace e significativa contro la piaga dello spopolamento che affligge le aree interne italiane, il Comune di Castignano, in provincia di Ascoli Piceno, ha assunto la gestione diretta dell’unico impianto di distribuzione di carburanti del territorio. Una decisione, come sottolineato dal sindaco Fabio Polini, “ponderata, necessaria e giuridicamente fondata”, volta a preservare un servizio essenziale per la comunità.
La genesi di una scelta controcorrente
La vicenda ha inizio con la chiusura dell’ultimo distributore di benzina, denominato “Letizia Maoloni”, che ha lasciato l’intero comune privo di punti di rifornimento. Nonostante i ripetuti tentativi del precedente gestore di trovare un acquirente o un subentrante, nessun operatore privato ha ritenuto l’attività economicamente sostenibile, evidenziando le difficoltà imprenditoriali tipiche delle zone montane e a bassa densità abitativa.
Di fronte al rischio concreto di un ulteriore isolamento e di maggiori disagi per i cittadini, l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Polini, ha deliberato all’unanimità di intervenire direttamente. “Il Comune non si è sostituito al mercato, ma ha colmato un vuoto che rischiava di accentuare l’isolamento del territorio”, ha spiegato il primo cittadino. L’impianto, dal 1° gennaio 2026, diventerà a tutti gli effetti di proprietà comunale.
Un servizio essenziale per la comunità
La gestione pubblica del distributore non si limiterà a garantire la continuità del servizio per i residenti e le imprese locali, ma assumerà un ruolo strategico per l’intera area. Sarà un punto di riferimento fondamentale per i mezzi di soccorso e per i servizi pubblici, riducendo significativamente i costi e i tempi legati agli spostamenti per il rifornimento.
L’iniziativa non guarda solo al presente, ma anche al futuro. È infatti prevista l’introduzione di colonnine per la ricarica elettrica, un passo concreto verso la transizione energetica e un incentivo alla mobilità sostenibile. L’amministrazione assicura inoltre che la gestione diretta garantirà elevati standard di qualità e sicurezza, elementi cruciali per un servizio di tale importanza.
Un appello alle istituzioni nazionali
La scelta di Castignano trascende la dimensione locale e si carica di un forte valore politico, lanciando un messaggio chiaro al governo e al legislatore nazionale. “Questa nostra azione è anche un segnale forte inviato a livello nazionale”, ha affermato il sindaco Polini, auspicando che le istituzioni centrali, e in particolare chi si occupa di autonomie, percepiscano le difficoltà dei territori svantaggiati.
L’appello è per un quadro normativo e per politiche adeguate che riconoscano la fragilità e le specificità delle aree interne. Si chiede una nuova e coraggiosa legge sulla montagna che superi i criteri anacronistici basati unicamente sull’altimetria, per considerare invece fattori come demografia, natalità, infrastrutture e servizi.
- Contrasto allo spopolamento: L’iniziativa dimostra la volontà di non arrendersi al declino demografico.
- Diritto ai servizi: Si vuole garantire a tutti i cittadini una qualità della vita dignitosa.
- Responsabilità degli enti locali: I piccoli comuni sono pronti ad assumersi oneri e responsabilità, ma non possono essere lasciati soli.
Come ha concluso il sindaco, “Castignano dimostra che contrastare lo spopolamento è possibile, ma non può essere una sfida affrontata in solitudine”. L’intervento del Comune di Castignano si inserisce in un dibattito più ampio sulla gestione dei servizi pubblici essenziali nelle aree marginali, dove il mercato spesso non riesce a garantire l’erogazione di prestazioni fondamentali. Questa azione rappresenta un esempio concreto di come un ente locale possa intervenire per tutelare il benessere della propria comunità e lottare attivamente contro le dinamiche di abbandono.
