In una Parigi imbiancata dalla neve si è tenuto oggi un vertice di fondamentale importanza per il futuro dell’Ucraina e la sicurezza europea. I leader degli stati europei riuniti nella “Coalizione dei Volenterosi” hanno incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e gli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner, raggiungendo una “convergenza” cruciale sulle garanzie di sicurezza da fornire a Kiev. L’incontro, definito dall’Eliseo come il coronamento degli sforzi diplomatici di Emmanuel Macron, mirava anche a precisare i contorni di una “forza multinazionale” che potrebbe essere dispiegata in seguito a un’eventuale tregua con la Russia.
Un Fronte Unito per la Sicurezza di Kiev
La riunione ha visto la partecipazione di 35 paesi, di cui 27 rappresentati da capi di stato o di governo, oltre ai vertici della NATO e dell’Unione Europea. La presenza di alto livello testimonia la volontà compatta dell’Occidente di non lasciare sola l’Ucraina di fronte all’aggressione russa e di costruire un’architettura di sicurezza solida e credibile. Fonti della presidenza francese hanno sottolineato come l’obiettivo, perseguito da Macron per oltre un anno, fosse quello di evitare un disimpegno degli Stati Uniti, soprattutto dopo l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca. “Siamo riusciti in quest’operazione di riconvergenza fra l’Ucraina, l’Europa e l’America”, ha dichiarato un consigliere del presidente francese.
Al centro delle discussioni, la definizione di “impegni vincolanti” a sostegno dell’Ucraina in caso di un futuro attacco russo. La bozza della dichiarazione finale, circolata tra le delegazioni, parla chiaro: non più solo condanne verbali, ma obblighi stringenti che potrebbero includere l’uso di capacità militari, supporto logistico e di intelligence, azioni diplomatiche coordinate e l’adozione di nuove sanzioni. L’idea, come suggerito da tempo anche dall’Italia, è quella di fornire a Kiev garanzie di sicurezza ispirate all’articolo 5 del Trattato Nord Atlantico, pur senza un’adesione formale all’Alleanza.
La Forza Multinazionale e il Ruolo Americano
Un punto chiave dell’intesa riguarda la creazione di una forza multinazionale a guida europea, ma con il sostegno cruciale degli Stati Uniti. Questa forza, da dispiegare dopo un eventuale cessate il fuoco, avrebbe il compito di “rassicurazione” e di garantire la stabilità sul terreno. Il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno firmato una dichiarazione d’intenti in tal senso. È fondamentale sottolineare che, come precisato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, l’Italia sostiene l’iniziativa ma ha ribadito “l’esclusione dell’impiego di truppe italiane sul terreno”, principio accolto nella dichiarazione finale che sottolinea la volontarietà della partecipazione.
La presenza degli inviati americani, l’imprenditore Steve Witkoff e Jared Kushner, genero di Trump, è stata determinante. Kushner ha definito l’incontro una “tappa fondamentale per arrivare ad un eventuale accordo di pace”, aggiungendo che le questioni più complesse relative alle garanzie di sicurezza sono state risolte durante gli scambi tra Trump e Zelensky a Mar-a-Lago nel dicembre precedente. Gli Stati Uniti si sono detti pronti a sostenere la forza multinazionale in caso di un nuovo attacco russo e a guidare un meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco ad alta tecnologia, per evitare il fallimento dei precedenti accordi di Minsk.
Le Dichiarazioni dei Protagonisti
Al termine della giornata, una conferenza stampa congiunta ha visto la partecipazione di Macron, Zelensky, il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
- Emmanuel Macron: Ha parlato di “progresso considerevole verso una pace solida e duratura” e di una “convergenza inedita” tra Europa e Stati Uniti.
- Volodymyr Zelensky: Ha espresso grande soddisfazione, parlando di “dichiarazioni concrete, non solo parole” e sottolineando come l’Ucraina ora unisca Europa e America.
- Jared Kushner: Ha ribadito che “è stata superata una tappa fondamentale per arrivare ad un eventuale accordo di pace”.
- Giorgia Meloni: Pur confermando il pieno sostegno alla sicurezza dell’Ucraina, ha posto come punto fermo il non impiego di truppe italiane sul campo.
Per dare seguito operativo a questa convergenza, è stata decisa l’istituzione di una cellula di coordinamento Usa/Ucraina/Coalizione dei Volenterosi con sede a Parigi.
Un Percorso Ancora Complesso
Nonostante l’ottimismo, il percorso verso la pace rimane complesso. Lo stesso Zelensky ha ammesso che le questioni territoriali “non sono state risolte al 100%”. Tuttavia, il vertice di Parigi segna un punto di svolta inequivocabile: la fine delle ambiguità e la costruzione di un’architettura di deterrenza credibile contro future aggressioni. L’impegno americano, definito un “backstop”, fornisce quella garanzia ultima che l’Europa da sola non sarebbe in grado di offrire, riaffermando il legame transatlantico come pilastro della sicurezza continentale.
