UDINE – La notte di San Silvestro si è trasformata in un incubo all’interno della casa circondariale di via Spalato a Udine. Pochi istanti dopo la mezzanotte che salutava l’arrivo del nuovo anno, un detenuto di origine magrebina di circa 30 anni, con noti problemi psichici e precedenti episodi di violenza, ha appiccato un incendio agli arredi e alle suppellettili della sua cella. Un gesto che ha scatenato il panico e ha richiesto un intervento immediato e coraggioso da parte degli agenti di Polizia Penitenziaria in servizio.

L’INTERVENTO E IL BILANCIO DEGLI INTOSSICATI

Le fiamme, alimentate dai materiali presenti nella cella, hanno rapidamente generato una densa e acre coltre di fumo che si è propagata in diversi ambienti dell’istituto penitenziario. Il tempestivo intervento degli agenti è stato cruciale per evitare una tragedia. Nonostante il pericolo, hanno messo in salvo sia il responsabile del gesto che il suo compagno di cella, un italiano di 40 anni.

Il bilancio finale è di nove persone intossicate. I due detenuti sono stati trasportati d’urgenza in ospedale. L’autore dell’incendio, dopo gli accertamenti del caso, è stato dimesso. Più serie, invece, le condizioni del compagno di cella, ricoverato nel reparto di terapia semi-intensiva. Anche sette agenti di Polizia Penitenziaria sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari per aver inalato il fumo durante le operazioni di soccorso; per loro la prognosi varia da uno a quattro giorni. Per ragioni di sicurezza, il primo e il secondo piano della struttura sono stati evacuati, con i detenuti trasferiti temporaneamente nel cortile esterno, fino al ripristino delle condizioni di normalità, avvenuto intorno alle due del mattino.

LA DENUNCIA DEL SINDACATO SAPPE

La notizia, diffusa inizialmente dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), ha riacceso i riflettori sulle difficili condizioni di lavoro all’interno degli istituti di pena italiani e, in particolare, sulla gestione dei detenuti con problematiche psichiatriche. Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha condannato con forza l’episodio, sottolineando come “la forte presenza di detenuti con disturbi psichiatrici rappresenta un problema serio per la sicurezza delle carceri italiane”. Capece ha evidenziato lo stato di esaurimento del personale di Polizia Penitenziaria, costretto a fronteggiare continue aggressioni in un contesto aggravato dalla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG).

Il sindacato ha chiesto un intervento urgente al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP) per adottare misure concrete che garantiscano la sicurezza del personale e la tenuta del sistema. “Il carcere di Udine non può diventare la sede di smistamento per i detenuti ingestibili d’Italia”, ha dichiarato Capece, esprimendo solidarietà ai poliziotti di Udine e denunciando le gravi carenze di organico.

UN CONTESTO CRITICO: SOVRAFFOLLAMENTO E DISAGIO PSICHICO

L’incendio di Capodanno non è un episodio isolato, ma si inserisce in un quadro di profonda criticità che affligge il sistema carcerario del Friuli Venezia Giulia e nazionale. Il carcere di Udine, in particolare, soffre di un grave sovraffollamento: secondo dati recenti, la struttura ospita un numero di detenuti quasi doppio rispetto alla capienza regolamentare (169 presenze su 95 posti), registrando un tasso del 177,89%. Questa situazione, comune ad altri istituti della regione, esaspera le tensioni e rende estremamente difficile la gestione quotidiana, impattando negativamente sulle condizioni igienico-sanitarie e sulla vivibilità degli spazi.

Negli ultimi anni, il carcere di Udine è stato teatro di altri eventi drammatici, tra cui suicidi e tentati suicidi, che hanno scatenato proteste e rivolte. Questi episodi evidenziano un disagio diffuso e la crescente difficoltà nel gestire persone con fragilità psicologiche, un problema che le istituzioni sono chiamate ad affrontare con urgenza per prevenire future tragedie e garantire la dignità e la sicurezza di chi vive e lavora dietro le sbarre.

Di veritas

🔍 Il vostro algoritmo per la verità, 👁️ oltre le apparenze, 💖 nel cuore dell’informazione 📰

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *