Una ventata di aria fresca, un lampo di “magia” per scacciare gli incubi di una classifica che fa paura. La Fiorentina prova a scuotersi dal torpore di una stagione fin qui traumatica e lo fa con un doppio segnale di speranza: l’ufficialità dell’acquisto di Manor Solomon e una vittoria al cardiopalma contro la Cremonese, decisa da un gol in pieno recupero di un ritrovato Moise Kean. Due eventi che, intrecciandosi, ridisegnano le prospettive immediate del club viola, impegnato in una disperata lotta per non retrocedere.
Manor Solomon: la “Magia” per la Rinascita Viola
”Sono qui per questa grande sfida, per aiutare la Fiorentina. La squadra e il club hanno voglia di uscire da questa situazione difficile e io cercherò di portare le mie qualità”. Con queste parole cariche di determinazione si è presentato Manor Solomon, esterno offensivo israeliano classe 1999, primo colpo del mercato invernale e della nuova era targata Fabio Paratici. Arrivato a Firenze accompagnato dalla moglie e dalla madre, il giocatore approda in riva all’Arno con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a circa 10 milioni di euro dal Tottenham. Se la Fiorentina deciderà di esercitare l’opzione, per Solomon è pronto un contratto fino al 2030.
L’entusiasmo per il suo arrivo è palpabile, come testimonia il messaggio della Federcalcio israeliana sui social: “Firenze, preparati per un po’ di magia, auguriamo al nostro ‘Manorinho’ la migliore fortuna in questo nuovo entusiasmante capitolo in Serie A. Sappiamo che brillerai!”. Un auspicio che la piazza fiorentina spera possa trasformarsi presto in realtà sul campo.
Solomon, che ha scelto la maglia numero 19, è reduce da una prima parte di stagione con poco spazio al Villarreal, dove ha collezionato solo 6 presenze in Liga con un gol e un assist. La sua carriera vanta esperienze importanti con le maglie di Shakhtar Donetsk, Fulham e Leeds, oltre a 30 presenze e 5 reti tra Champions ed Europa League. Un bagaglio tecnico e di esperienza internazionale che potrà rivelarsi fondamentale per la squadra di Paolo Vanoli.
”So che sarà dura ma ce la faremo, c’è voglia di lottare e reagire”, ha aggiunto il neoacquisto viola, colpito dalla bellezza di Firenze, città che aveva visitato solo sei mesi fa per festeggiare l’anniversario di nozze. Al Viola Park, Solomon ha ritrovato un vecchio amico, il terzino brasiliano Dodo, suo compagno ai tempi dello Shakhtar Donetsk. Insieme al capitano David De Gea, Dodo ha dato il benvenuto al nuovo compagno, in un clima che cerca di ritrovare compattezza e serenità.
Il Caso Kean: da Assente a Eroe di Giornata
Se Solomon rappresenta la speranza che arriva dal mercato, la vittoria contro la Cremonese ha avuto il volto di Moise Kean. L’attaccante è stato al centro di un piccolo caso nei giorni precedenti la partita, avendo ottenuto un permesso dalla società “per motivi familiari” che lo ha tenuto lontano dagli allenamenti. Il suo rientro a ridosso del match aveva fatto sorgere dubbi sul suo impiego.
Il tecnico Vanoli, inizialmente, non aveva previsto nemmeno di portarlo in panchina, come spiegato nel post-partita: “Per rispetto del gruppo… non ti porto neanche in panchina”. L’infortunio di Dzeko ha però cambiato le carte in tavola. Kean è andato in panchina e, gettato nella mischia nel finale, ha deciso la partita al 92′, avventandosi su una respinta corta del portiere Audero dopo un colpo di testa di Fortini, propiziato da un cross perfetto proprio del debuttante Solomon. Un gol pesantissimo che ha fatto esplodere il Franchi e ha permesso alla Fiorentina di abbandonare l’ultimo posto in classifica, agganciando Pisa e Verona a 12 punti e portandosi a sole tre lunghezze dalla zona salvezza.
La Nuova Era Paratici e la Lunga Corsa Salvezza
L’operazione Solomon è il primo, tangibile segno della gestione di Fabio Paratici, atteso a Firenze per l’inizio della settimana per assumere ufficialmente il ruolo di responsabile dell’area tecnica. L’ex dirigente di Juventus e Tottenham avrà il compito non solo di rinforzare la squadra, ma anche di restituire leadership e visione a un ambiente apparso fragile. Il suo arrivo è visto come un passo cruciale per programmare il futuro, ma l’obiettivo primario e non negoziabile resta la salvezza.
La vittoria contro la Cremonese, la seconda consecutiva in casa, ha ridato ossigeno e morale a una squadra che era in ritiro da giorni. Una scintilla di luce in fondo a un tunnel buio. La strada è ancora lunga e irta di ostacoli, ma con la “magia” di Solomon e i gol di un ritrovato Kean, Firenze torna a sperare.
