Un’eco di passi risuona nuovamente nei corridoi di Palazzo San Felice, nel cuore di Roma. Non sono i passi frettolosi di funzionari o residenti, ma quelli curiosi e ammirati di quasi 20mila visitatori che, dal 14 giugno 2025, hanno varcato una soglia solitamente chiusa al pubblico. Si è concluso con un bilancio eccezionale “Cultura in Cantiere”, il percorso espositivo che ha offerto la rara opportunità di esplorare un luogo in piena metamorfosi, destinato a diventare uno dei nuovi fulcri culturali della Capitale: la sede della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte (BIASA).

L’iniziativa, promossa dalla Presidenza della Repubblica e dal Ministero della Cultura, e realizzata dall’Agenzia del Demanio, ha rappresentato un modello virtuoso di valorizzazione del patrimonio. Aperto solo nei weekend e nei giorni festivi per un totale di 62 giorni, il cantiere si è trasformato in un museo vivente, un’esperienza immersiva che ha permesso di toccare con mano la “cultura che prende forma”. Un successo che testimonia la fame di conoscenza e la profonda connessione dei cittadini con la propria storia.

Un Viaggio nel Tempo: Dal Sepolcro Romano alla Biblioteca del Futuro

Il fascino di “Cultura in Cantiere” risiede nella sua capacità di intrecciare epoche diverse in un unico, coinvolgente racconto. I visitatori hanno potuto ammirare per la prima volta in assoluto il Sepolcro dei Sempronii, uno straordinario monumento funerario privato della Roma repubblicana, databile al I secolo a.C., scoperto nel 1863 durante la costruzione dell’edificio ottocentesco e fino ad oggi inaccessibile. Questo gioiello archeologico, inglobato nelle fondamenta del palazzo, è stato svelato grazie a un restauro curato dalla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, e reso visibile attraverso una grande vetrata che ne esalta i dettagli architettonici.

Ma il viaggio non si è fermato all’antichità. Un allestimento innovativo, curato da un team di ricercatori e designer del Centro di ricerca e servizi Saperi&Co della Sapienza Università di Roma, ha guidato il pubblico attraverso le diverse fasi della vita del palazzo. Una linea del tempo ha illustrato le principali tappe evolutive dell’edificio, originariamente un convento dei Cappuccini annesso alla Chiesa di San Bonaventura, poi residenza e oggi in procinto di iniziare un nuovo, prestigioso capitolo. Il percorso immersivo, arricchito da installazioni multimediali e rappresentazioni digitali, ha proiettato i visitatori nel futuro, offrendo un’anteprima realistica e dettagliata del progetto della nuova biblioteca.

Il Progetto di Mario Botta: Un Polo Culturale per la Città

La trasformazione di Palazzo San Felice porta la firma di un maestro dell’architettura contemporanea, Mario Botta. Il suo progetto, donato alla Presidenza della Repubblica, non si limita a una semplice ristrutturazione, ma ripensa radicalmente la funzione dell’edificio, trasformandolo da spazio residenziale a piattaforma culturale aperta e connessa con la città. L’obiettivo è creare un polo attrattivo, moderno e digitale, un luogo di incontro, studio e divulgazione che risponda alle esigenze contemporanee.

I lavori, avviati ufficialmente nel 2023 e la cui conclusione è prevista entro la fine del 2026, porteranno alla creazione di spazi ampi e funzionali. La nuova biblioteca si svilupperà su una superficie di circa 6.000 mq, quasi il doppio degli spazi attuali a Palazzo Venezia, articolata su cinque livelli. Saranno realizzati circa 14 chilometri di scaffalature per ospitare circa 400mila volumi, un auditorium da 350 posti e un cortile concepito come una piazza pubblica. Un intervento imponente che riflette l’impegno delle istituzioni nel valorizzare il patrimonio pubblico come spazio di conoscenza e partecipazione.

La Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte: Una Nuova Casa per un Patrimonio Inestimabile

Concesso nel 2017 dalla Presidenza della Repubblica al Ministero della Cultura, Palazzo San Felice si prepara ad accogliere una delle collezioni librarie più prestigiose d’Europa. La Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte, attualmente divisa tra Palazzo Venezia e il Collegio Romano, troverà qui una sede unitaria e moderna, gestita dalla nascente Fondazione Biblioteca Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte. Questa operazione strategica non solo fornirà una casa adeguata a un patrimonio di inestimabile valore, ma creerà un centro di riferimento nazionale e internazionale per studiosi e appassionati.

Il successo di “Cultura in Cantiere” ha dimostrato che il pubblico è pronto ad accogliere questo nuovo polo culturale. L’apertura straordinaria del cantiere non è stata solo una visita, ma una partecipazione attiva a un processo di rinascita, un’anteprima emozionante di ciò che Palazzo San Felice rappresenterà per Roma e per la cultura italiana: un ponte tra le vestigia del passato e le visioni del futuro.

Di euterpe

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