Una marea umana, un fiume di circa diecimila anime ha inondato Piazza Nuova e le vie circostanti di Castelsardo per celebrare l’arrivo del 2026. In una notte tersa e vibrante, il borgo dei Doria si è trasformato nel cuore pulsante della musica in Sardegna, ospitando un evento che ha saputo creare un ponte sonoro tra epoche e pubblici differenti. Protagonisti assoluti della 23esima edizione del Capodanno castellanese sono stati due artisti emblematici: Anna Pepe, la giovane supernova del rap italiano, e J-Ax, pioniere dell’hip-hop che da 35 anni segna l’immaginario musicale del Paese. Una scommessa vinta dall’amministrazione comunale che, con la collaborazione della Pro Loco e di Event Sardinia, ha orchestrato una serata memorabile, capace di andare oltre il semplice concerto per diventare una vera e propria festa collettiva.

Anna: l’energia “Very Baddie” che conquista la piazza

La lunga notte di San Silvestro ha preso il via alle 21:00 con il dj set “Follia Italiana” di Enrico Cicotto, introdotto dal conduttore Matteo Bruni, che ha sapientemente riscaldato l’atmosfera con un’ondata di successi della musica leggera italiana remixati. Ma l’attesa era tutta per lei, Anna, la rapper spezzina classe 2003 che in pochissimi anni ha polverizzato ogni record di vendita e streaming. Sin dal primo pomeriggio, le prime file sotto il palco si erano colorate dei suoi fan più devoti, armati di bandane “Very Baddie” e cartelloni, a testimonianza di un fenomeno che va ben oltre la musica.

Alle 22:30, il suo arrivo sul palco è stato un’esplosione di energia pura. Accompagnata da un corpo di ballo di otto elementi, Anna ha dominato la scena con una presenza magnetica. La sua esibizione si è aperta con le note di “Bikini” e “Soldi arrotolati”, per poi scatenare la folla con hit come “Gasolina”, “30°”, “Hello Kitty” (riproposta anche nel bis) e “Désoléé”. “Qui a Castelsardo siete pazzi come me”, ha gridato alla folla, stabilendo una connessione immediata e viscerale con il pubblico più giovane, che ha cantato ogni singola parola, dimostrando come la sua musica sia già la colonna sonora di un’intera generazione.

Mezzanotte al Castello: fuochi e countdown verso il futuro

Allo scoccare della mezzanotte, la musica si è fermata per lasciare spazio a un altro, attesissimo, spettacolo. Il tradizionale conto alla rovescia ha unito le diecimila voci della piazza in un unico coro, che ha salutato l’arrivo del 2026. Subito dopo, il cielo sopra Castelsardo si è illuminato a giorno. Dal maestoso Castello dei Doria, uno spettacolo pirotecnico di un quarto d’ora, curato da Matteo Oliva Fuochi Artificiali, ha dipinto la notte con scie luminose, cascate dorate e fiori colorati, regalando un momento di pura magia e meraviglia.

J-Ax: il maestro che unisce padri e figli

Archiviata l’emozione dei fuochi, la piazza era pronta per il secondo, grande atto della serata. È bastato l’ingresso di J-Ax per capire la portata della sua leggenda. “Davanti a un pubblico così bisogna togliersi il cappello”, ha esordito l’artista, visibilmente colpito dal calore della folla. E il suo concerto è stato un vero e proprio viaggio nel tempo, un’antologia di 35 anni di carriera che ha fatto cantare e saltare non solo i genitori, ma anche i figli, in un sorprendente passaggio di testimone generazionale.

Accompagnato da una band d’eccezione, che includeva Space One alla beatbox, Mark the Hammer alla chitarra, la vocalist Giulia di Tommaso e Dj Bragaglia, J-Ax ha scatenato un’incontenibile ondata di nostalgia ed entusiasmo. Sono risuonate le pietre miliari degli Articolo 31 come “Tranki Funky”, “Domani” e “Il funkytarro”, alternate a un intermezzo più intimo con “Non è un film”. La piazza si è poi nuovamente infiammata con i successi della sua carriera solista, da “Peyote” a “Salsa”, fino alla hit estiva “Ostia lido”. Un momento culminante è stata la versione di “Ohi Maria”, introdotta dalla sola beatbox di Space One, che ha dimostrato la caratura artistica e la capacità di rinnovarsi di un’icona della musica italiana. Sorprendentemente, a fine concerto, sono stati proprio i giovanissimi fan di Anna a correre a chiedergli un selfie, a suggello di una serata che ha abbattuto ogni barriera anagrafica.

La festa è proseguita fino a oltre le 3 del mattino, lasciando dietro di sé l’eco di una notte straordinaria, un Capodanno che non solo ha confermato Castelsardo come una delle capitali degli eventi in Sardegna, ma ha celebrato il potere universale della musica di unire, emozionare e creare ricordi indelebili.

Di euterpe

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