L’Italia piange la scomparsa di Ivonne Trebbi, nota con il nome di battaglia partigiano “Bruna”, deceduta a Varese all’età di 97 anni, alla soglia dei 98 che avrebbe compiuto il 31 gennaio. La sua è stata una vita interamente spesa al servizio dei valori di antifascismo, democrazia e giustizia sociale, un percorso che l’ha vista protagonista coraggiosa della Resistenza, dirigente politica e sindacale, fino a ricoprire la carica di deputata della Repubblica Italiana.

Gli anni della Resistenza: la giovane “Bruna”

Nata ad Argelato, in provincia di Bologna, il 31 gennaio 1928, Ivonne Trebbi si trovava a Castel Maggiore come operaia quando, giovanissima, decise di prendere parte attiva alla lotta di Liberazione. Dall’aprile del 1944, a soli sedici anni, entrò nei Gruppi di Difesa della Donna (GDD), diventandone presto un membro del comitato direttivo. La sua militanza proseguì nella 4ª Brigata SAP “Venturoli Garibaldi”, dove operò come staffetta partigiana, un ruolo cruciale e rischiosissimo che prevedeva il trasporto di ordini, armi e stampa clandestina. Insieme a Cesare Mazzacurati, le fu affidata la direzione del PCI in una zona che comprendeva dodici comuni della pianura bolognese.

Il suo impegno non passò inosservato. Il 5 gennaio 1945 venne arrestata nella sua abitazione con l’accusa di essere una staffetta partigiana e fu rinchiusa nel carcere bolognese di San Giovanni in Monte. Nonostante le percosse e gli interrogatori, non tradì mai la sua causa. Rimase detenuta fino al 23 aprile 1945, pochi giorni dopo la liberazione della città. Per il suo coraggio e la sua dedizione, le furono riconosciuti il grado di sottotenente e la Croce al Merito di Guerra per il Servizio Partigiano.

L’impegno politico e istituzionale nel dopoguerra

Con la fine del conflitto, l’impegno di Ivonne Trebbi non venne meno. Continuò la sua militanza politica nel Partito Comunista Italiano e nel sindacato, in particolare nella CGIL tessile. La sua carriera istituzionale iniziò a Bologna, dove fu eletta consigliera comunale nel 1951. Successivamente, trasferitasi a Varese, ricoprì la stessa carica dal 1970 al 1975.

Il culmine del suo percorso politico arrivò nel 1979, quando fu eletta alla Camera dei Deputati nelle file del PCI, nella circoscrizione Como-Sondrio-Varese. Fu riconfermata per una seconda legislatura, rimanendo in Parlamento fino al 1987. Durante il suo mandato, si batté con coerenza per i diritti dei lavoratori e per i diritti sociali e civili, portando avanti gli ideali che avevano animato la sua giovinezza partigiana.

Una testimone instancabile della Memoria

Anche negli ultimi anni della sua vita, Ivonne Trebbi non ha mai smesso di essere una testimone attiva della Resistenza. Residente a Saronno, ha partecipato a innumerevoli iniziative pubbliche, incontri con le scuole e commemorazioni, per trasmettere alle nuove generazioni i valori di libertà e democrazia. La sua storia è stata raccolta nel libro “Ivonne: una vita da partigiana”, pubblicato nel 2020, e la sua testimonianza è presente nel progetto “Noi Partigiani”, coordinato da Gad Lerner e Laura Gnocchi.

Fino all’ultimo ha mantenuto viva la sua passione civile, candidandosi alle elezioni comunali di Saronno nel 2025, a 97 anni, a sostegno della sindaca Ilaria Pagani, come simbolo di un impegno che non conosce età.

Il cordoglio del mondo politico e istituzionale

La notizia della sua scomparsa ha suscitato unanime cordoglio. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, l’ha ricordata come “testimone di una generazione a cui dobbiamo la nostra libertà e che non ha mai smesso di battersi dalla parte dei lavoratori e per i diritti sociali e civili”. Anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, hanno espresso la loro gratitudine per “la sua determinazione e il suo impegno costante nel tenere sempre vivi i valori che hanno portato alla nascita della Repubblica”. L’ANPI nazionale l’ha definita “una donna straordinaria”, il cui esempio “continua a camminare con noi”. Il comune di Castel Maggiore, in segno di lutto e riconoscenza, ha esposto le bandiere a mezz’asta.

Di veritas

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