CRANS-MONTANA (Svizzera) – Una giornata di sole e sci si è trasformata in tragedia nel cuore delle Alpi svizzere. Nel primo pomeriggio del 19 febbraio 2019, intorno alle 14:20, una valanga di notevoli dimensioni si è staccata nella zona del ghiacciaio della Plaine-Morte, a circa 2.500 metri di altitudine, riversandosi su una pista battuta della rinomata località sciistica di Crans-Montana, nel Canton Vallese. La slavina, con un fronte di circa 100 metri, ha percorso 840 metri, invadendo la pista per circa 400 metri e seppellendo un numero ancora imprecisato di sciatori.

La Dinamica dell’Incidente e i Soccorsi

L’evento ha colto di sorpresa tutti, in quanto il pericolo valanghe segnalato dall’Istituto per lo Studio della Neve e delle Valanghe (SLF) era di livello 2 su 5, considerato moderato. Le piste battute sono raramente soggette a simili incidenti, essendo costantemente monitorate per garantirne la sicurezza. La massa di neve, descritta come “di primavera, molto compatta e pesante”, ha reso estremamente complesse le operazioni di ricerca e soccorso.

La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente e in modo massiccio. Sul luogo della tragedia sono confluiti circa 240 soccorritori, tra cui polizia, sanitari, colonne di soccorso, unità cinofile e militari che si trovavano già in zona per la preparazione delle gare di Coppa del Mondo di sci femminile. Otto elicotteri hanno sorvolato l’area per ore, trasportando i feriti e supportando le squadre a terra. Le ricerche sono proseguite senza sosta per tutta la notte, in una corsa contro il tempo per trovare eventuali superstiti.

Il Bilancio delle Vittime e l’Inchiesta

Le prime ore sono state caratterizzate da una grande incertezza sul numero di persone coinvolte. Inizialmente si era temuto per una decina di sciatori sepolti. Le operazioni hanno permesso di estrarre quattro persone ferite, una delle quali in condizioni molto gravi. Purtroppo, un uomo è deceduto in ospedale nelle ore successive. La vittima è stata identificata come un pattugliatore francese di 34 anni, dipendente della stazione sciistica, che è stato travolto dalla slavina mentre stava assistendo un altro sciatore ferito. Le ricerche si sono concluse nella mattinata successiva, escludendo la presenza di altri dispersi.

La Procura svizzera ha immediatamente aperto un’inchiesta per determinare le cause e le eventuali responsabilità della tragedia. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti erano due: il distacco spontaneo della valanga, oppure l’innesco da parte di sciatori fuoripista. L’indagine si è concentrata sulla verifica delle misure di sicurezza adottate dal comprensorio sciistico.

Il Cordoglio Internazionale e il Messaggio di Mattarella

La notizia della tragedia ha avuto un’eco internazionale, suscitando profonda commozione. Tra i numerosi messaggi di vicinanza, spicca quello del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, che ha espresso il suo cordoglio al Presidente della Confederazione Svizzera, Guy Parmelin. Sebbene alcune fonti iniziali abbiano riportato erroneamente la notizia di un'”esplosione”, il messaggio del Quirinale era chiaramente riferito alla tragica slavina.

“Ho appreso con profonda tristezza la notizia […] e delle sue tragiche conseguenze”, ha scritto il Presidente Mattarella. “Rivolgo un commosso pensiero alle famiglie delle numerose vittime e il sincero augurio di pronto ristabilimento ai feriti. In questa triste circostanza, desidero far giungere a Lei, signor Presidente, le espressioni di profondo cordoglio e della partecipe vicinanza della Repubblica Italiana e mie personali”. Parole che testimoniano il legame e la solidarietà tra i due Paesi di fronte a un evento così doloroso.

Di veritas

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