Padova – Una serata di fine dicembre si è trasformata in un incubo per un tredicenne che passeggiava in centro a Padova. Attorno alle 19 di sabato 27, in via Eremitani, il giovane è stato avvicinato, aggredito con calci e pugni e derubato del suo smartphone, un iPhone 15, da due ragazzi di 16 e 14 anni di nazionalità tunisina che si muovevano agilmente su un monopattino. Un episodio di violenza che ha scosso la comunità e ha portato a un rapido intervento delle forze dell’ordine, culminato con l’identificazione e la denuncia dei due presunti responsabili.
La dinamica della rapina e l’intervento della Polizia
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la giovane vittima si trovava in compagnia di un amico quando è stata sorpresa dai due aggressori. Senza proferire parola, i due lo hanno colpito ripetutamente per poi sottrargli il costoso cellulare e fuggire in direzione di Piazza Garibaldi. L’allarme è stato immediato. Gli agenti di Polizia, già in servizio di controllo nella zona della stazione ferroviaria, hanno soccorso il tredicenne e raccolto le testimonianze di altri giovani presenti, visibilmente scossi. Grazie alle descrizioni fornite, la sala operativa della Questura ha diramato una nota di ricerca via radio.
Le ricerche hanno dato i loro frutti in meno di un’ora. Verso le 19:40, nel piazzale della stazione, una pattuglia ha individuato un ragazzo corrispondente alla descrizione. Si trattava del 16enne, un minore straniero non accompagnato affidato a una comunità di Padova e già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro il patrimonio. Trovato in possesso di uno smartphone di cui non sapeva giustificare la provenienza né fornire il codice di sblocco, è stato accompagnato in Questura per accertamenti.
La costituzione del secondo aggressore e i provvedimenti
Poche ore più tardi, intorno alle 21:30, la vicenda ha visto un’importante svolta. Il secondo presunto responsabile, un 14enne, si è presentato spontaneamente negli uffici della Questura accompagnato dal padre, ammettendo il suo coinvolgimento nella rapina.
A seguito degli accertamenti, entrambi i minori sono stati indagati in stato di libertà presso la Procura per i minorenni di Venezia con l’accusa di rapina aggravata in concorso. Al termine delle procedure, il 16enne è stato riaffidato alla comunità di accoglienza, mentre il 14enne è tornato a casa con il padre.
La risposta del Questore: Daspo urbano per tre anni
Data la gravità dell’episodio, il Questore di Padova, Marco Odorisio, ha disposto l’immediata adozione di severe misure di prevenzione. Per entrambi i minori è stato emesso un Daspo urbano della durata di tre anni. Il provvedimento vieta loro l’accesso e lo stazionamento in tutti gli esercizi pubblici e locali di pubblico intrattenimento nell’area della stazione ferroviaria, Corso del Popolo, Corso Garibaldi e Piazza Eremitani, le zone centrali della città.
Questa misura si inserisce in un contesto più ampio di contrasto alla criminalità giovanile a Padova. Dall’inizio dell’anno, il Questore ha adottato ben 132 misure di prevenzione personale nei confronti di minori, tra cui 61 Daspo Urbani, 10 Ammonimenti, 42 Avvisi Orali e 19 Daspo “fuori contesto”. Un dato che riflette un’attenzione crescente verso un fenomeno che desta preoccupazione sociale.
Il contesto della delinquenza giovanile a Padova
L’episodio di via Eremitani non è un caso isolato. La città di Padova ha visto negli ultimi mesi un aumento di episodi di violenza che vedono protagonisti gruppi di giovanissimi, spesso definiti “baby gang”. Le forze dell’ordine sono impegnate in un’intensa attività di controllo del territorio, in particolare nelle aree più sensibili come la stazione e il centro storico, considerate “zone rosse”. Recentemente, la Questura ha smantellato una banda composta da ragazze minorenni responsabile di aggressioni e rapine e sono stati eseguiti numerosi arresti per reati simili. Questi eventi sottolineano l’urgenza di un approccio integrato che affianchi alla repressione anche interventi di carattere sociale ed educativo per prevenire il disagio giovanile e l’escalation della violenza.
