L’ex presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, sta affrontando un nuovo e delicato capitolo della sua travagliata vicenda personale e giudiziaria. Ricoverato in un ospedale privato di Brasilia, è stato trasferito ancora una volta in sala operatoria per far fronte a una crisi di singhiozzo che si protrae in modo preoccupante. La notizia è stata confermata dalla moglie, l’ex first lady Michelle Bolsonaro, che lo assiste costantemente in questi che ha definito “giorni difficili”.
Una crisi di singhiozzo che non dà tregua
Secondo le informazioni diffuse dai media locali, la nuova crisi di singhiozzo che ha colpito l’ex capo di Stato è iniziata nella mattinata e non ha mostrato segni di miglioramento con il passare delle ore. Questo quadro clinico ha spinto l’équipe medica che lo ha in cura a optare per un ulteriore intervento, mirato a rafforzare il blocco del nervo frenico. Si tratta di una procedura specifica, indicata proprio per i casi di singhiozzo prolungato e refrattario ad altri trattamenti.
Nei giorni precedenti al nuovo intervento, Bolsonaro era già stato sottoposto per ben due volte allo stesso trattamento. La procedura consiste nell’iniezione di un anestetico locale con l’obiettivo di interrompere gli spasmi involontari del diaframma, che sono la causa scatenante del disturbo. I medici hanno bloccato prima il nervo frenico destro e, a distanza di 48 ore, anche quello sinistro. Il fatto che si sia reso necessario un terzo intervento in breve tempo solleva interrogativi sulla complessità del suo stato di salute, che la stessa Michelle Bolsonaro descrive come una “lotta di nove mesi con intoppi quotidiani”.
Il contesto giudiziario e il ricovero sotto scorta
Questa emergenza sanitaria si inserisce in un contesto giudiziario estremamente pesante per l’ex leader della destra brasiliana. Jair Bolsonaro è stato infatti arrestato lo scorso 22 novembre, a seguito di una condanna definitiva a 27 anni e 3 mesi di reclusione. Le accuse sono gravissime: aver pianificato un colpo di Stato per ribaltare la sua sconfitta elettorale del 2022. Una volta che le sue condizioni di salute lo permetteranno e verrà dimesso dall’ospedale, presumibilmente all’inizio del 2026, per lui si riapriranno le porte del carcere. La sua destinazione sarà una cella presso la sede della Sovrintendenza della polizia federale di Brasilia, dove continuerà a scontare la sua pena.
Il ricovero è avvenuto su autorizzazione del giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes, che ha disposto misure di sicurezza eccezionali. Bolsonaro è stato trasferito dal carcere all’ospedale DF Star con la massima discrezione, entrando attraverso un’area riservata per evitare contatti con il pubblico. La sua stanza è sorvegliata 24 ore su 24 da agenti della polizia federale e l’uso di dispositivi elettronici è stato severamente limitato. L’unica persona autorizzata ad assisterlo è la moglie Michelle.
Precedenti medici e implicazioni politiche
Non è la prima volta che la salute di Jair Bolsonaro, 70 anni, desta preoccupazione. Durante il suo mandato presidenziale (2019-2022) e anche successivamente, è stato ricoverato più volte per problemi legati principalmente alle conseguenze dell’accoltellamento subito durante la campagna elettorale del 2018. Quell’attentato gli ha causato gravi lesioni addominali che hanno richiesto numerosi interventi chirurgici. Recentemente, è stato operato anche per un’ernia inguinale.
La vicenda attuale, sebbene di natura diversa, riaccende i riflettori sulla sua fragilità fisica, che si intreccia inevitabilmente con la sua parabola politica e giudiziaria. Dal suo letto d’ospedale, Bolsonaro ha comunque trovato il modo di far sentire la sua voce politica, appoggiando la candidatura del figlio Flavio per le elezioni presidenziali del 2026. La sua situazione rimane in evoluzione, con il Brasile che osserva con attenzione le sorti di una delle figure più controverse della sua storia recente, sospeso tra un bollettino medico e una sentenza che ne ha già segnato il futuro.
