VIAREGGIO (Lucca) – Una giornata di festa e di profondo significato per la città di Viareggio e per l’intera comunità ebraica toscana. Domenica prossima, la sinagoga di vicolo degli Oleandri, nel cuore del quartiere Marco Polo, riaprirà ufficialmente le sue porte dopo otto lunghi anni di chiusura. Un evento che non rappresenta solo la restituzione di un luogo di culto, ma che si carica di un valore simbolico ancora più grande, diventando un faro di resilienza, cultura e pacificazione.
Un Restauro Atteso e Partecipato
La chiusura della sinagoga si era resa necessaria a causa di gravi infiltrazioni d’acqua che ne avevano compromesso l’agibilità, mettendo a rischio anche l’integrità degli arredi sacri. L’imponente intervento di ristrutturazione, costato circa 50mila euro, ha visto un’azione corale che ha unito istituzioni e privati. Come spiegato da Paolo Molco, delegato per la provincia di Lucca della Comunità ebraica di Pisa, i lavori, durati circa due mesi e mezzo, hanno interessato il rifacimento del tetto, la tinteggiatura della facciata e degli interni, e la sistemazione di porte e finestre.
Il progetto è stato finanziato principalmente dal Comune di Viareggio e dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca, ma ha ricevuto anche il supporto dell’Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) e un contributo significativo da parte del principe Emanuele Filiberto di Savoia. Quest’ultimo, venuto a conoscenza delle difficoltà della sinagoga nel 2021, ha deciso di intervenire con una donazione, un gesto che segue le sue pubbliche scuse per la firma delle leggi razziali da parte del bisnonno Vittorio Emanuele III.
La Storia della Comunità Ebraica di Viareggio
La presenza ebraica a Viareggio ha radici profonde, consolidatasi tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, con il trasferimento di molte famiglie, principalmente dalla vicina Livorno. Negli anni ’30, la comunità contava 52 famiglie e aveva un primo luogo di culto in via Fratti. Quell’edificio, a seguito delle leggi razziali del 1938, ospitò anche una scuola ebraica per i bambini espulsi dalle scuole pubbliche. L’attuale sinagoga di vicolo degli Oleandri fu inaugurata nell’estate del 1954, grazie a donazioni private, tra cui quella della signora Isola Cassuto Procaccia, e divenne il nuovo cuore della vita ebraica viareggina, custodendo ancora oggi i preziosi rotoli della Sefer Torah risalenti al XIX secolo.
Una Cerimonia dal Valore Universale
L’inaugurazione, fissata per domenica alle 16, è stata concepita come una festa aperta a tutta la cittadinanza. “È un evento da vivere insieme alla città, nello spirito di inclusione e nel valore della pacificazione tra i popoli,” ha dichiarato Paolo Molco. La cerimonia si inserisce in un contesto particolarmente significativo: coinciderà infatti con l’accensione del settimo lume di Hanukkah, la Festa delle Luci, e rappresenterà l’evento conclusivo del “Festival Nessiah. Viaggio nell’immaginario ebraico”. Alle 17 seguirà l’accensione del lume, mentre alle 18.30, presso il Palazzo delle Muse, si terrà un concerto di musica tradizionale ebraica.
Andrea Gottfried, presidente della Comunità ebraica di Pisa, ha sottolineato come questa giornata rappresenti la sintesi delle tre dimensioni fondamentali dell’ebraismo: quella religiosa, quella spirituale e quella culturale, condivise con l’intera collettività.
Le Parole di Emanuele Filiberto: Un Appello contro l’Odio
Il principe Emanuele Filiberto di Savoia ha commentato la riapertura con una nota carica di significato. “Riportare in attività un luogo di identità e cultura è sempre un traguardo di civiltà ed evoluzione,” ha affermato, annunciando una sua prossima visita. Il principe ha voluto legare questo evento positivo alla drammatica attualità, citando il recente attentato a Sydney durante i festeggiamenti per Hanukkah come “un pesante e deludente riscontro di quanto ancora l’antisemitismo sia radicato in menti folli”.
“Ecco che l’apertura di una sinagoga assume un valore ancora più alto,” ha proseguito, “traduce una volontà di resilienza, di non chinare il capo di fronte alla violenza e si fa interprete di un’umanità che rigetta l’odio razziale e crede nella possibilità di imporre rispetto.” Un messaggio potente che trasforma un evento locale in un simbolo di portata universale, un invito a non dimenticare e a costruire ponti di dialogo e comprensione.
La riapertura della sinagoga di Viareggio non è, quindi, solo la fine di un cantiere. È la riaffermazione di un’identità, la celebrazione di una comunità tenace e l’inaugurazione di uno spazio di cultura e incontro che, da oggi, torna a illuminare la Versilia.
