ROMA – Un appello forte e chiaro per una radicale inversione di rotta nella gestione dei fondi europei. È quello lanciato dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nel corso della Conferenza delle Regioni tenutasi a Roma. L’incontro, che ha visto la partecipazione dei presidenti di Regione e del vicepresidente esecutivo della Commissione europea e Commissario per la politica regionale e di coesione, Raffaele Fitto, è stato il palcoscenico per una discussione approfondita sulla riforma della politica di coesione, in vista della nuova programmazione 2028-2034.
L’APPELLO DI MARSILIO: “BASTA RITARDI, PROGRAMMAZIONE OPERATIVA DAL 1° GENNAIO 2028”
Il cuore dell’intervento di Marsilio è stata la richiesta di un percorso che assicuri “tempi certi”, con l’auspicio che la nuova programmazione settennale possa essere pienamente operativa sin dal primo giorno, il 1° gennaio 2028. Un obiettivo ambizioso ma necessario, secondo il presidente abruzzese, per scongiurare il ripetersi di una problematica cronica: i ritardi nell’approvazione dei programmi che, in passato, hanno costretto le Regioni a una affannosa corsa contro il tempo per “recuperare anni” persi, finendo poi per essere ingiustamente accusate di lentezza nella capacità di spesa.
Questa situazione, ha sottolineato Marsilio, genera un paradosso dannoso: da un lato, le risorse europee arrivano con ritardo, dall’altro, le amministrazioni regionali si trovano sotto pressione per spendere in fretta, a volte a discapito della qualità e dell’efficacia degli interventi.
LE CRITICITÀ DEL SISTEMA ATTUALE: BUROCRAZIA E SCARSA FLESSIBILITÀ
Ringraziando il Commissario Fitto per la “disponibilità e la sensibilità dimostrate”, Marsilio ha puntato il dito contro due principali criticità che affliggono l’attuale sistema di gestione dei fondi di coesione: “la lunghezza e la frammentazione dei processi decisionali” e “la rigidità di norme e obiettivi”. Questi fattori, ha spiegato, comportano che le decisioni e le risorse arrivino spesso “a valle di iter lunghi quando le esigenze dei territori sono già cambiate”. In un mondo in rapida evoluzione, la lentezza burocratica europea rischia di rendere gli interventi obsoleti prima ancora che vengano implementati, vanificando parte del loro potenziale impatto sullo sviluppo locale.
La posizione di Marsilio è condivisa da altri presidenti di Regione, che hanno espresso preoccupazione per l’ipotesi di una centralizzazione dei fondi sul modello del PNRR, chiedendo invece un ruolo più forte e incisivo delle Regioni nel rapporto con l’Europa, maggiore semplificazione e meno burocrazia. L’obiettivo comune è garantire flessibilità e agilità decisionale per le amministrazioni regionali, che conoscono meglio le specificità e i reali fabbisogni dei loro territori.
IL FUTURO DELLA POLITICA DI COESIONE: VERSO UN APPROCCIO “PLACE-BASED”
L’incontro è stato un’occasione per le Regioni italiane di ribadire la propria posizione sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028–2034. La politica di coesione, hanno sottolineato i presidenti, rappresenta uno strumento essenziale per la riduzione dei divari territoriali, per il rafforzamento della competitività e per il miglioramento dei servizi. Per questo, si sono dette contrarie a qualsiasi ipotesi di centralizzazione della programmazione e all’accorpamento in un Fondo unico di Coesione, Pac e fondi strutturali.
La richiesta è quella di confermare un approccio “place-based”, ovvero fondato sulle specificità dei territori, riconoscendo il ruolo centrale delle amministrazioni regionali fin dalla fase di programmazione. Solo così, si sostiene, è possibile garantire investimenti efficaci e un reale sviluppo locale. In questo contesto, è stata rinnovata la richiesta al Governo di promuovere un coordinamento stabile per definire posizioni condivise a tutela di un approccio territoriale in sede di Consiglio europeo.
Al termine del confronto con Fitto, il presidente Marsilio, su delega del Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, ha avuto il compito di rappresentare la voce unitaria delle Regioni in sede di Conferenza Unificata, portando all’attenzione del governo nazionale le istanze emerse.
IL CONTESTO EUROPEO: UN BILANCIO IN TRASFORMAZIONE
La discussione si inserisce in un dibattito più ampio a livello europeo sulla futura architettura del bilancio dell’Unione. La proposta della Commissione per il QFP 2028-2034, presentata a luglio, ha suscitato preoccupazioni in molte regioni europee, che temono una centralizzazione eccessiva e una riduzione del ruolo degli enti locali. Lo stesso Marsilio, in qualità di Presidente del Gruppo ECR al Comitato europeo delle Regioni, ha in passato definito la proposta “lontana da quanto richiesto dalle Regioni”, sottolineando la necessità di “profondi cambiamenti per salvaguardare la Politica di Coesione”. La battaglia, come ha affermato, “è solo all’inizio” e l’obiettivo è battersi affinché “nessuna Regione venga lasciata indietro”.
