L’America Latina e i Caraibi si preparano ad affrontare un biennio di crescita economica moderata, quasi stagnante. Secondo le ultime stime presentate dalla Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (CEPAL), l’organismo delle Nazioni Unite con sede a Santiago del Cile, il Prodotto Interno Lordo (PIL) regionale registrerà un’espansione del 2,4% nel 2025 e del 2,3% nel 2026. Queste cifre, sebbene positive, confermano il persistere di una fase di debolezza strutturale che impedisce un vero e proprio slancio economico.
Il rapporto, intitolato “Balance Preliminar de las Economías de América Latina y el Caribe 2025”, evidenzia come la regione sia intrappolata in una dinamica di bassa crescita. Dopo il robusto rimbalzo post-pandemico del 6,9% nel 2021, l’economia ha subito una netta decelerazione, passando al 3,7% nel 2022 e attestandosi al 2,3% nel 2023 e 2024. Le proiezioni per il 2025 e 2026 indicano che la regione non riuscirà a invertire questa tendenza, completando un quadriennio con tassi di crescita molto simili.
José Manuel Salazar-Xirinachs, segretario esecutivo della CEPAL, ha sottolineato le conseguenze tangibili di questa “trappola del basso crescimento”. “Il PIL pro capite di oggi è solo leggermente superiore a quello di dieci anni fa, la povertà ha interrotto il suo ritmo di riduzione, c’è un basso tasso di creazione di posti di lavoro e si è fermata anche la tendenza alla riduzione dell’informalità”, ha dichiarato. Questa situazione richiede, secondo la CEPAL, “politiche di sviluppo produttivo più ambiziose” per stimolare l’innovazione, la diversificazione economica e la creazione di impieghi di qualità.
Un Contesto Globale Incerto e Sfide Interne
La performance economica della regione è fortemente condizionata da un contesto internazionale che rimane complesso e incerto. La CEPAL indica che i principali motori della crescita degli ultimi anni, ovvero il consumo privato e la domanda esterna, perderanno vitalità nel 2026. Il rallentamento delle principali economie partner, le tensioni geopolitiche e le condizioni finanziarie globali ancora restrittive pesano sulle prospettive.
A livello interno, persistono sfide significative. Sebbene l’inflazione mostri una tendenza al ribasso nella maggior parte dei paesi, gli investimenti rimangono deboli e la produttività non dà segni di ripresa. Inoltre, lo spazio per politiche fiscali espansive è limitato dalle misure di consolidamento e dal peso degli interessi sul debito. Questo scenario si traduce in un mercato del lavoro poco dinamico, con una crescita dell’occupazione prevista in rallentamento all’1,5% nel 2025 e all’1,3% nel 2026.
Performance a Macchia di Leopardo: I Dati dei Singoli Paesi
L’analisi a livello nazionale rivela un quadro estremamente eterogeneo, con economie che viaggiano a velocità molto diverse.
- I casi eccezionali: A guidare la crescita nel 2025 sarà il Venezuela con un impressionante +6,5%. Questa performance, tuttavia, va letta nel contesto di una ripresa da una base economica estremamente bassa e soggetta a forte volatilità. Segue il Paraguay con un solido +5,5%. Nei Caraibi, la Guyana continua la sua crescita esponenziale grazie al boom petrolifero, con stime che la proiettano a +15,2% (escludendo la Guyana, la crescita media dei Caraibi sarebbe solo dell’1,9%). La scoperta di vasti giacimenti offshore sta trasformando radicalmente l’economia del piccolo stato sudamericano.
- Crescita robusta: Un gruppo di paesi mostra una notevole resilienza. L’Argentina, in un contesto di profonde riforme economiche, è prevista crescere del +4,3%. La Costa Rica si attesta al +4%, mentre nella fascia intermedia troviamo Guatemala (+3,9%), Honduras e Panama (+3,8%), El Salvador e Nicaragua (+3,5%), e Perù ed Ecuador (+3,2%).
- Le grandi economie a passo lento: Le principali economie della regione mostrano tassi di crescita più contenuti. Il Brasile e il Cile sono previsti crescere del +2,5%, la Colombia del +2,6% e la Repubblica Dominicana del +2,9%.
- Le economie in difficoltà: All’estremo opposto, le uniche due economie della regione per cui si prevede una contrazione sono Cuba (-1,5%) e Haiti (-2,3%). Entrambi i paesi affrontano profonde crisi strutturali, politiche e sociali che ne frenano ogni possibilità di sviluppo nel breve termine.
Prospettive Future: La Necessità di un Cambio di Passo
Le proiezioni della CEPAL per il 2025 e 2026 dipingono un quadro di luci e ombre per l’America Latina e i Caraibi. Se da un lato la regione evita una recessione generalizzata, dall’altro rimane ancorata a una crescita mediocre che non è sufficiente a generare uno sviluppo inclusivo e sostenibile. Per uscire da questa “trappola”, sarà fondamentale per i governi della regione implementare riforme strutturali coraggiose, capaci di attrarre investimenti, aumentare la produttività e diversificare le economie, rendendole meno vulnerabili agli shock esterni e più resilienti di fronte alle sfide globali.
