In un’epoca in cui la vita quotidiana è inestricabilmente legata alla dimensione digitale, il Parlamento italiano compie un passo significativo per affrontare una delle sfide più complesse e delicate del nostro tempo. È stato infatti costituito l’Intergruppo Parlamentare su social network, dipendenze digitali e uso consapevole degli smartphone, un’iniziativa che mira a creare un terreno di confronto ampio e trasversale su tematiche di cruciale importanza sociale, educativa e culturale.
L’organismo nasce con l’ambizioso proposito di analizzare e comprendere a fondo l’impatto che le piattaforme social e l’uso pervasivo dei dispositivi digitali hanno sulla società, con un’attenzione particolare rivolta alla salute mentale delle nuove generazioni. La presentazione ufficiale si è tenuta presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, segnando l’inizio di un percorso che si preannuncia tanto complesso quanto necessario.
Una Leadership Plurale per una Sfida Complessa
A guidare questo importante consesso sarà un gruppo eterogeneo di personalità politiche e della società civile, a testimonianza della volontà di superare le divisioni partitiche per un obiettivo comune. La presidenza è stata affidata a Barbara Floridia, senatrice del Movimento 5 Stelle e attuale Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Al suo fianco, nel ruolo di vicepresidente, ci sarà il deputato Filippo Scerra, anch’egli del Movimento 5 Stelle. I ruoli di segretari saranno ricoperti da Susanna Camusso, senatrice del Partito Democratico ed ex segretaria generale della CGIL, e dal professor Vincenzo Schettini, noto divulgatore scientifico e volto televisivo amato dai giovani.
La presenza di Schettini, in particolare, sottolinea l’intenzione dell’Intergruppo di avvalersi di competenze esterne al mondo politico per arricchire il dibattito con prospettive scientifiche e per creare un ponte con il mondo giovanile. “È un inizio, abbiamo messo un seme“, ha dichiarato Schettini, evidenziando come la presa di coscienza del problema sia il primo passo fondamentale per trovare “gli equilibri giusti“.
Gli Obiettivi: Salute Mentale, Dipendenze e Consapevolezza
Le finalità dell’Intergruppo sono chiare e mirano ad aggredire le criticità più evidenti emerse con la diffusione di massa delle tecnologie digitali. Tra i punti cardine del programma di lavoro figurano:
- Analisi degli effetti dei social network sulla salute mentale: con un focus specifico sui più giovani, una fascia della popolazione particolarmente esposta a fenomeni come ansia, depressione e disturbi dell’immagine corporea legati all’uso delle piattaforme.
- Contrasto alle nuove dipendenze digitali: dal “vamping” (l’uso notturno dello smartphone) al “phubbing” (l’atto di ignorare le persone presenti per concentrarsi sul proprio telefono), fino alla dipendenza da gioco online.
- Promozione di un uso consapevole degli smartphone: educare i cittadini, a partire dalle scuole, a un rapporto più equilibrato con la tecnologia, contrastando fenomeni come l’isolamento sociale, le difficoltà di concentrazione e il cyberbullismo.
- Violenza di genere online: un’attenzione specifica sarà dedicata alle dinamiche di violenza e odio che trovano terreno fertile sui social network, con l’obiettivo di studiare contromisure efficaci.
La presidente Floridia ha sottolineato come la dipendenza da social e smartphone non sia un problema relegato ai soli giovani, ma riguardi anche gli adulti, con rischi concreti di “disinformazione costante, un deficit sempre di più cognitivo e la dipendenza” che allontana dal mondo reale e dalle relazioni sociali. Ha inoltre evidenziato come l’abuso di questi strumenti metta in crisi “l’intera società e anche la partecipazione alla vita democratica“.
Sguardo Internazionale: il Modello Australiano
L’Intergruppo non intende limitare la propria analisi al contesto nazionale. Un primo, significativo atto sarà quello di invitare in audizione il Primo Ministro australiano, Anthony Albanese. L’Australia, infatti, è diventata il primo paese al mondo a introdurre una legge che vieta l’uso dei social media ai minori di 16 anni, imponendo alle piattaforme obblighi stringenti e sanzioni milionarie per chi non si adegua. “Vogliamo comprendere a fondo l’impatto di questa misura e trarne eventuali spunti per l’Italia“, ha spiegato la senatrice Floridia, aprendo a un dibattito su possibili misure normative anche nel nostro Paese.
Un Percorso di Ascolto e Proposta
L’approccio dell’Intergruppo, come ribadito dai suoi promotori, non sarà demonizzante nei confronti della tecnologia. “Non si tratta di essere contro il progresso: il digitale ha portato enormi opportunità“, ha affermato il vicepresidente Filippo Scerra. L’obiettivo è piuttosto quello di interrogarsi sulle criticità evidenziate da numerosi studi scientifici, soprattutto in relazione allo sviluppo cognitivo e relazionale dei giovani. Si tratterà quindi di uno spazio di ascolto, competenza e confronto, volto ad accompagnare famiglie e cittadini verso un utilizzo più responsabile degli strumenti digitali, “senza allarmismi ma con responsabilità“.
Il lavoro che attende i membri dell’Intergruppo è indubbiamente complesso e richiederà un impegno coordinato tra istituzioni, mondo della scuola, famiglie e le stesse piattaforme digitali. La sfida è quella di normare un territorio in continua evoluzione, proteggendo i più vulnerabili senza soffocare le immense potenzialità offerte dall’innovazione, per garantire che il futuro digitale sia uno spazio di crescita e non di isolamento.
