Cormons (Gorizia) – Una folla commossa ha riempito il Duomo di Sant’Adalberto a Cormons per dare l’ultimo saluto a Guerrina Skocaj, 83 anni, e Quirin Kuhnert, 32 anni, le due vittime della devastante frana che ha colpito la frazione di Brazzano all’alba del 17 novembre. Una giornata di lutto cittadino ha avvolto il paese, con negozi e locali chiusi in segno di rispetto, a testimonianza di una ferita profonda che ha scosso l’intera comunità del Collio.

Una tragedia all’alba: la frana di Brazzano

Nelle prime ore del 17 novembre, a seguito di intense precipitazioni che hanno flagellato il Friuli Venezia Giulia, una colata di fango e detriti si è staccata dal monte San Giorgio, travolgendo tre abitazioni in via San Giorgio a Brazzano. Le piogge torrenziali, con accumuli fino a 152 millimetri d’acqua in sole sei ore a Cormons, hanno saturato il terreno, innescando il disastro. Quirin Kuhnert, un giovane oste di origini bavaresi, dopo aver messo in salvo la sua compagna Jessica, non ha esitato a correre in aiuto della sua anziana vicina, Guerrina Skocaj. Insieme a un altro residente, miracolosamente sopravvissuto, ha tentato di portare in salvo la donna, ma entrambi sono stati travolti dal crollo dell’abitazione di Guerrina, spazzata via dalla furia della frana. Per ragioni di sicurezza, 84 residenti del borgo sono stati evacuati.

Le vittime: due vite, un destino comune

Guerrina Skocaj, nata e cresciuta a Brazzano, era una figura amata e conosciuta da tutti. Dopo una vita di lavoro in un’azienda manifatturiera locale, il Cotonificio di Gorizia, si dedicava alla comunità, anche come corista della chiesa. Il figlio Mauro la ricorda come una presenza costante e affettuosa. Guerrina aveva sempre temuto la fragilità di quel colle che sovrastava la sua casa.

Quirin Kuhnert, originario della Baviera, si era innamorato del Collio e circa cinque anni fa si era trasferito a Brazzano. Aveva acquistato e ristrutturato una casa dove viveva con la compagna Jessica. Con entusiasmo, aveva aperto un’enogastronomia, “Buon sapore- Alimentari e panini Brazzano”, trasformando un vecchio negozio di ortofrutta e diventando in breve tempo un punto di riferimento per la comunità. Poche ore prima della tragedia, aveva postato sui social un video che mostrava la violenza dell’acqua, un ultimo, inconsapevole, allarme. Il suo gesto eroico è stato definito “un gesto d’amore che ci dà ancora speranza e fiducia”.

L’ultimo abbraccio della comunità

I funerali congiunti, celebrati da don Stefano Goina, hanno visto la partecipazione di centinaia di cittadini, amici e parenti delle vittime. Presenti anche le massime autorità regionali, tra cui il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e l’assessore alla Protezione Civile Riccardo Riccardi, insieme alla giunta comunale di Cormons al completo, guidata dal sindaco Roberto Felcaro. La cerimonia è stata toccante, con letture in italiano e in tedesco per onorare le origini di Quirin. L’arcivescovo di Gorizia, Carlo Maria Redaelli, ha inviato una lettera in cui ha ricordato una foto di Guerrina e Quirin che danzavano insieme a una festa, un’immagine che simboleggia una vita interrotta ma destinata, nella fede, alla “danza del Paradiso”.

La comunità si è stretta attorno ai familiari: la fidanzata e la madre di Quirin, Jessica e Beatrice, e il figlio di Guerrina, Mauro. Tanti gli amici che hanno voluto condividere un ricordo, sottolineando l’entusiasmo contagioso di Guerrina e l’altruismo di Quirin. Un gesto di solidarietà è arrivato anche dalla Pro Loco, che gestirà in sua memoria la casetta che Quirin avrebbe dovuto avere al Villaggio di Natale, devolvendo il ricavato in beneficenza.

Le indagini e la messa in sicurezza

La Procura della Repubblica di Gorizia ha aperto un’inchiesta per fare luce sulle cause della tragedia, ipotizzando reati come omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Sono state disposte le autopsie sui corpi delle vittime per accertare le cause esatte del decesso. Nel frattempo, la Protezione Civile ha avviato i lavori di messa in sicurezza del versante franato, un’operazione complessa che potrebbe richiedere molto tempo prima di consentire il rientro a casa degli sfollati. La Regione ha promesso l’assegnazione di risorse per le famiglie e le imprese colpite.

Di veritas

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