Ancona – Il sipario è calato sulla XXII edizione del Dorico International Film Fest, uno degli appuntamenti più autorevoli e seguiti nel panorama cinematografico italiano dedicato al cortometraggio, lasciando dietro di sé una scia di emozioni e riflessioni profonde. A trionfare nell’edizione 2025, tenutasi dal 6 al 14 dicembre nella suggestiva cornice di Ancona tra la Mole Vanvitelliana e le sale del Cinema Italia e Azzurro, è stato il giovane talento Nadir Taji con la sua opera “Festa in famiglia”.
Il cortometraggio del regista 25enne, nato a Cremona e cresciuto a Mantova, si è aggiudicato il più alto riconoscimento del concorso nazionale, il Premio Stamira, conferito da una giuria di qualità composta da figure di spicco del cinema italiano. L’opera ha inoltre ricevuto il Premio Nie Wiem come miglior corto di impegno sociale, a testimonianza della sua capacità di toccare corde sensibili e attuali.
“Festa in famiglia”: un dramma che scuote le coscienze
Il film di Taji, studente di regia presso il prestigioso Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, immerge lo spettatore nell’atmosfera apparentemente serena di un ritrovo familiare marocchino. Questa quiete, però, viene brutalmente squarciata da un evento sconvolgente: la molestia, perpetrata di nascosto da un cugino, ai danni di una bambina di dodici anni. L’evento funge da detonatore per una crisi che costringe gli adulti a un bivio drammatico: proteggere l’onorabilità e l’unità della famiglia o affrontare la dolorosa e scomoda verità. È un’esplorazione coraggiosa dei legami familiari, della responsabilità individuale e dei cortocircuiti culturali che possono nascere di fronte a un trauma così profondo.
Nadir Taji, già autore del cortometraggio “Alla Speranza Che Tu Possa Demolirmi e Nulla Più” (2021) e del documentario “Le Mot” (2022), conferma con questa sua ultima opera una notevole sensibilità autoriale e un forte interesse per le dinamiche relazionali complesse.
Un Festival ricco di talenti e riconoscimenti
La XXII edizione del Dorico International Film Fest, diretta con maestria dal regista Daniele Ciprì e dallo sceneggiatore Luca Caprara e organizzata dall’Aps Nie Wiem, ha registrato un successo straordinario, con oltre mille opere arrivate da tutto il mondo e più di 50 appuntamenti che hanno animato la città. Il festival, che da quest’anno ha assunto la denominazione “International”, ha confermato la sua vocazione a essere non solo una vetrina, ma un vero e proprio laboratorio di idee, promuovendo il dialogo tra autori, pubblico e mercato cinematografico.
Oltre al trionfo di Taji, la giuria ha assegnato numerosi altri premi che testimoniano la vitalità e la diversità del “cinema breve” italiano:
- Menzione speciale della giuria di qualità e II Premio Accademia del Cinema Renoir a “Dead time – Tempi morti” di Giacomo Tazzini.
- Il Premio del Pubblico Dorico Moroder e il Premio Confartigianato sono andati a “Pinocchio Reborn” di Matteo Cirillo.
- Il Premio Giuria Giovani Nazareno Re è stato assegnato a “Marcello” di Maurizio Lombardi.
- “A domani” di Emanuele Vicorito ha ottenuto un doppio riconoscimento, vincendo sia il Premio Coop For Movies che il Premio Ristretti Oltre Le Mura.
- Infine, il Premio Acec Sentieri di Cinema è stato conferito a “Vermi” di Domenico Distilo.
Uno sguardo internazionale sui diritti umani
Di grande rilevanza è stata anche la sezione internazionale del festival, il concorso “Short on rights / A Corto di diritti”, realizzato in collaborazione con Amnesty International Italia. Questa sezione, cuore pulsante dell’impegno civile della manifestazione, ha premiato opere che con coraggio e sensibilità hanno affrontato tematiche legate ai diritti umani.
- Il Premio Amnesty International è stato assegnato al cortometraggio “Yarê” del regista curdo Sallar Othman.
- Il pubblico e i giovani hanno invece premiato “The Weight of Light” di Anna Hints, che si è aggiudicato sia il Premio del pubblico che il Premio della Giuria Giovani Gianni Rufini.
Il futuro del cinema passa da Ancona
Le parole dell’assessora alla Cultura, Marta Paraventi, sottolineano l’importanza strategica del festival per la città: “Il sostegno del Comune di Ancona al Dorico International Film Festival 2025 è il risultato di un percorso di incontri, confronto e condivisione. In questo momento storico, nel cammino verso Ancona 2028, il Dorico rappresenta uno degli strumenti più importanti per valorizzare l’immagine culturale della città e la sua capacità di dialogare con il cinema internazionale”.
Un’edizione, dunque, che non solo ha premiato il talento, ma ha anche ribadito con forza il ruolo del cinema come strumento di indagine sociale, di dialogo interculturale e di crescita collettiva. Ancona, grazie al Dorico International Film Fest, si conferma crocevia fondamentale per i nuovi sguardi e le nuove poetiche del cinema contemporaneo.
