Come ogni anno, quando le luci della ribalta si accendono sul grande cinema, esiste un universo parallelo, vibrante e denso di talento, che trova la sua massima espressione nella forma breve. È il mondo dei cortometraggi, un’arte che richiede la capacità di condensare emozioni, storie e visioni in una manciata di minuti. A Napoli, cuore pulsante di cultura e creatività, si è celebrato l’atto conclusivo di questo mondo con la XVI edizione di ‘CortiSonanti’, il festival internazionale che ha visto calare il sipario con una serata di premiazioni ricca di conferme e sorprese.
Sotto la direzione artistica di Nicola Castaldo, Mauro Manganiello e Agostino Caprio, la manifestazione, organizzata da Alchemicarts con il fondamentale sostegno della Film Commission della Regione Campania e il patrocinio del Comune di Napoli, ha confermato il suo ruolo di vetrina imprescindibile per autori emergenti e professionisti affermati. La serata finale, elegantemente condotta da Lorenzo Crea, ha visto sfilare i 43 lavori finalisti, frutto di una meticolosa selezione operata dalle tre giurie (giovani, tecnica e d’onore), presiedute dal professore Sergio Brancato, su un numero impressionante di 3478 opere iscritte da ogni angolo del globo.
Il trionfo italiano: “Pinocchio Reborn” e le grandi interpretazioni
Il premio più ambito, quello per il miglior corto italiano, è andato a “Pinocchio Reborn” di Matteo Cirillo. Un’opera che, come suggerisce il titolo, rilegge in chiave contemporanea una delle favole più amate e universali, esplorando con sensibilità temi profondi. Il successo del corto è stato amplificato dal riconoscimento al suo protagonista, Giulio Scarpati, la cui interpretazione gli è valsa il premio come miglior attore protagonista. Un premio condiviso, in un significativo ex aequo, con un altro grande nome del cinema italiano, Andrea Roncato, protagonista de “Il racconto di Ester (Esther’s tale)” di Simone Barletta. A quest’ultimo film è andata anche una menzione speciale della giuria per la recitazione, a sottolineare la qualità attoriale complessiva dell’opera.
Nel panorama femminile, il premio per la miglior attrice protagonista è stato assegnato, anche in questo caso ex aequo, a Miriam Candurro per la sua performance in “Fermata le madonnelle” di Lorenzo Cammisa e a Eleonora Cerroni, intensa protagonista di “Aruna” di Valerio Di Lorenzo. La miglior regia è stata invece appannaggio di Paola Verardi per il suo toccante “Mare contro”.
Uno sguardo sul mondo: i premi internazionali e le altre sezioni
CortiSonanti ha ribadito la sua vocazione internazionale premiando due opere di grande spessore. A trionfare sono stati “I’m not a Robot” di Victoria Warmerdam, una coproduzione tra Belgio e Olanda che ha già conquistato la giuria degli Oscar, e “Lovers’ Story: fragment(s)” di Marta Irene Giotti. Questi riconoscimenti testimoniano la capacità del festival di attrarre e valorizzare talenti da tutto il mondo, creando un ponte culturale tra diverse cinematografie.
La ricchezza della programmazione si è riflessa nella varietà delle sezioni premiate:
- Documentari: “Campo libero” di Cristina Principe.
- ECorti: “Io Vivo Qui” di Filippo Ciccone.
- Videoclip Musicali: “Che Meraviglia” di Alessandra Sasha Carlesi.
- Animazione: “The Paper Ghost” di Fulvio Davide Ricca.
- Sport: “Denis 18.11.89” di Francesco Gallo.
- DNA (produzioni campane): “Novavita” di Francesco Bruno Sorrentino e Antonio Genovese.
I riconoscimenti tecnici e le menzioni speciali
Il cinema è un’arte collettiva, e CortiSonanti ha voluto omaggiare anche le maestranze tecniche che contribuiscono in modo essenziale alla riuscita di un film. Due premi importanti sono andati a “In the box” di Francesca Staasch, che si è aggiudicato i riconoscimenti per la miglior sceneggiatura e la miglior fotografia. Il premio per il miglior montaggio è stato assegnato al turco Bishoy Magdy per il suo lavoro su “At the end of the day” di John Shehata. I migliori costumi sono stati quelli della coproduzione polacco-lituana “The Golden Director: Ecology of Life” di Dzianis Ivanou e Aliaksei Stukin.
La giuria ha inoltre assegnato tre menzioni speciali a opere che si sono distinte per la loro particolare valenza artistica e contenutistica: “Volevo dirti una cosa” del regista Dario Leone, “Diatriba” di Enrico Iannaccone e “Matteotti e noi. Una lezione di libertà” di Luca Di Cecca.
Un tributo alla cultura e al talento
Oltre ai premi per le opere in concorso, il festival ha voluto rendere omaggio a diverse personalità del mondo del cinema e della cultura che si sono distinte per il loro contributo. Riconoscimenti speciali sono stati assegnati all’attore Emanuele Palumbo (vincitore della sezione speciale dei David di Donatello per giovani talenti), all’attrice Shalana Santana, al direttore del Centro di Produzione RAI di Napoli, Antonio Parlati, e al suo predecessore Francesco Pinto. Un tributo è andato anche alla scrittrice Patrizia Rinaldi, al giornalista Enzo Agliardi e alla docente e produttrice Antonella Di Nocera, figure che con il loro lavoro arricchiscono quotidianamente il panorama culturale italiano.
