Milano – Una scena da film d’azione, ma tragicamente reale, ha scosso le strade della periferia ovest di Milano nella serata di martedì 9 dicembre. Un inseguimento ad altissima velocità, iniziato in via Novara, ha visto un SUV BMW sfrecciare a quasi 200 chilometri orari per sfuggire a una pattuglia della Polizia di Stato, concludendo la sua corsa in un violento schianto. A bordo, quattro uomini, di cui tre riusciti a dileguarsi e un quarto, un minorenne di 17 anni, bloccato e indagato.

La folle corsa nella notte milanese

Tutto è cominciato quando una volante, durante un normale servizio di controllo del territorio, ha notato il SUV procedere a una velocità sconsiderata in via Novara, non lontano dallo stadio di San Siro, dove peraltro era in corso la partita di Champions League tra Inter e Liverpool. Gli agenti hanno immediatamente intimato l’alt al conducente, ma per tutta risposta, l’uomo al volante ha pigiato sull’acceleratore, dando il via a un inseguimento mozzafiato. La vettura, risultata poi noleggiata da una società di Pescara, ha seminato il panico tra le vie della città.

La fuga è proseguita per diversi chilometri, tra manovre azzardate e un disprezzo totale per la sicurezza pubblica. Giunto all’incrocio con via Sant’Elena, il conducente del BMW ha perso il controllo del potente mezzo. Il SUV è salito sul marciapiede di un distributore di benzina, abbattendo alcune colonnine per la ricarica elettrica. Nonostante i gravi danni riportati, la vettura ha ripreso la sua corsa disperata.

Lo speronamento e lo schianto finale

Nel tentativo di bloccare la fuga, una volante della Polizia si è affiancata al SUV, ma è stata violentemente speronata. Nell’impatto, due agenti a bordo sono rimasti feriti, riportando lesioni fortunatamente lievi, giudicate guaribili rispettivamente in cinque e due giorni. La corsa del veicolo fuggiasco si è infine conclusa poco dopo, quando si è schiantato contro uno spartitraffico in via Harar.

A quel punto, i quattro occupanti sono balzati fuori dall’abitacolo e si sono dati alla fuga a piedi in direzioni diverse. Gli agenti, seppur contusi, sono riusciti a bloccarne uno: un ragazzo di soli 17 anni, di origini cubane.

Un minorenne con un passato già scritto

Il giovane fermato è risultato essere una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. Nonostante la giovane età, vanta numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, inclusi diversi furti in abitazione. Un dettaglio inquietante emerso dalle indagini è che il 17enne era già stato arrestato dai Carabinieri appena lo scorso primo ottobre e, in seguito a quell’arresto, era stato collocato in una comunità per minori. Dopo l’identificazione e le formalità di rito, il giovane è stato nuovamente riaccompagnato presso la stessa struttura, con nuove accuse a suo carico: resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e ricettazione.

Il kit da scasso nell’auto

All’interno del SUV, gli agenti hanno trovato un vero e proprio “kit del ladro”, che lascia pochi dubbi sulle intenzioni della banda. Sono stati sequestrati i seguenti oggetti:

  • Un piede di porco
  • Un grosso cacciavite
  • Un tronchese
  • Tre paia di guanti da lavoro

Inoltre, sono stati rinvenuti anche due bracciali e il quadrante di un orologio danneggiato, possibile bottino di precedenti colpi. Le indagini della Polizia proseguono ora a ritmo serrato per identificare e rintracciare i tre complici riusciti a fuggire e per verificare eventuali collegamenti con il territorio pescarese, da cui proveniva l’auto a noleggio. Le forze dell’ordine stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e dare un volto ai fuggitivi.

Di veritas

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