TORRE SANT’ANDREA – La fragilità della costa salentina si manifesta ancora una volta con un evento tanto spettacolare quanto allarmante. Un pezzo della falesia che incornicia la suggestiva spiaggetta dei pescatori di Torre Sant’Andrea, una delle perle della marina di Melendugno, in provincia di Lecce, si è staccato crollando in mare. L’episodio, fortunatamente senza conseguenze per le persone, ha immediatamente riacceso il dibattito sulla sicurezza e sulla necessità impellente di interventi strutturali per contrastare l’inesorabile fenomeno dell’erosione costiera.

L’area interessata dal crollo, già nota per la sua delicatezza geomorfologica e segnalata da appositi cartelli di pericolo, è stata prontamente messa in sicurezza. Il sindaco di Melendugno, Maurizio Cisternino, si è recato sul posto per un sopralluogo, seguito dal vicesindaco Mauro Russo, esprimendo forte preoccupazione. “Purtroppo negli ultimi anni si sono verificati fenomeni di erosione molto importanti in tutto il Salento,” ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come il problema non sia circoscritto al solo punto del cedimento ma interessi un’area ben più vasta.

L’APPELLO ALLA REGIONE PUGLIA: “I COMUNI DA SOLI NON POSSONO FARCELA”

Il cuore del messaggio del sindaco Cisternino è un appello diretto e chiaro alla Regione Puglia, guidata dal neopresidente Antonio Decaro. “Da soli i Comuni non hanno i mezzi tecnici ed economici per intervenire nelle opere di consolidamento,” ha spiegato Cisternino. Tali interventi, ha aggiunto, “richiedono, necessariamente, anche un accurato studio di fattibilità da parte di un team di esperti”. Per questo motivo, secondo l’amministrazione di Melendugno, è “auspicabile e quanto mai necessario che sia la Regione a coordinare un piano generale di intervento”.

Il Comune di Melendugno, da parte sua, non è rimasto inerte. “Non a caso – ha precisato il sindaco – il nostro Comune è stato il primo a presentare il progetto di consolidamento della costa bassa di Torre dell’Orso per contrastare l’erosione costiera, partecipando al recente Bando della Regione Puglia”. Già due mesi fa, infatti, l’amministrazione aveva avanzato un progetto da circa 3 milioni di euro destinato in particolare alla baia denominata “l’Orsetta”. Tuttavia, la visione del sindaco è più ampia: “Abbiamo bisogno di intervenire anche su tutto il litorale. Per questo auspichiamo che la Regione Puglia […] prenda a cuore questo problema e intervenga in modo urgente e coordinato per risolverlo”.

UN PROBLEMA ANNOSO E UN DIBATTITO POLITICO APERTO

La questione dell’erosione costiera a Melendugno e in tutto il Salento non è una novità. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, è intervenuto sulla vicenda ricordando di aver sollevato il problema da anni. “Non c’è più tempo da perdere, servono gli interventi urgenti che sollecito da quattro anni per salvare la falesia di Melendugno,” ha dichiarato Pagliaro, menzionando una sua interrogazione urgente presentata già a dicembre 2021. Il consigliere ha sottolineato come la richiesta odierna del sindaco Cisternino ricalchi la sua di quattro anni fa, auspicando la fine di un “rimpallo di responsabilità” tra Comune e Regione che rischia di lasciare la situazione in una fase di stallo burocratico mentre il patrimonio costiero continua a sgretolarsi.

IL CONTESTO GEOLOGICO E I RISCHI PER IL FUTURO

Il Salento è geologicamente caratterizzato da una costa eterogenea, dove falesie calcaree si alternano a litorali bassi e sabbiosi. Questa conformazione la rende particolarmente vulnerabile all’azione combinata del moto ondoso, degli eventi meteorologici estremi – sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici – e, in alcuni casi, dell’antropizzazione. Il rischio idrogeologico è una realtà con cui il territorio deve fare i conti, come dimostrano le allerte meteo e i fenomeni di dissesto che si verificano con regolarità.

La Regione Puglia ha già in passato avviato iniziative per affrontare il problema, come il “Quadro Programmatico di contrasto all’erosione costiera” e bandi specifici per finanziare interventi di mitigazione. Recentemente, sono stati stanziati fondi FESR 2021-2027 per progetti di questo tipo. Tuttavia, l’ultimo crollo a Torre Sant’Andrea evidenzia come la percezione, a livello locale, sia quella di un’emergenza che richiede un’accelerazione e un coordinamento più forte a livello regionale, per passare da interventi puntuali a una strategia organica di difesa e valorizzazione della costa. Un patrimonio naturale e culturale che non è solo un’attrazione turistica di inestimabile valore, ma un ecosistema fragile da proteggere per le generazioni future.

Di veritas

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