Un’ombra si allunga sui cieli della Germania. Un’ondata senza precedenti di circa 2.000 droni ha solcato lo spazio aereo tedesco dall’inizio dell’anno, secondo le stime dell’Ufficio Federale di Polizia Criminale (BKA). Ma non si tratta di semplici appassionati o di consegne commerciali. Un’approfondita inchiesta giornalistica, condotta da un team di reporter di Bild, Welt e dell’Axel Springer Academy, ha portato alla luce una “traccia” inquietante che legherebbe questi sorvoli a navi mercantili con chiari collegamenti con la Russia.
L’indagine, basata sull’analisi di documenti riservati dell’intelligence, ha permesso per la prima volta di individuare schemi ricorrenti e sistematici. Questi “pattern” riguardano non solo le aree geografiche di maggiore concentrazione dei sorvoli, ma anche gli orari, prevalentemente serali, e soprattutto gli obiettivi: installazioni militari, caserme, campi di addestramento della Bundeswehr, aree utilizzate per esercitazioni NATO e infrastrutture critiche.
Una Correlazione Sistematica tra Droni e Navi
Il cuore della rivelazione sta nella correlazione tra l’attività dei droni e i movimenti navali nel Mare del Nord e nel Mar Baltico. I giornalisti investigativi hanno confrontato i dati sui sorvoli con le rotte di specifiche navi cargo, scoprendo coincidenze che suggeriscono un coordinamento. L’ipotesi è che queste navi possano fungere da basi mobili per il lancio e il controllo dei droni, impegnati in attività di spionaggio e ricognizione.
Le zone più colpite da questo fenomeno sono le aree costiere della Bassa Sassonia e dello Schleswig-Holstein, due punti caldi dove si concentrano importanti installazioni militari tedesche e alleate. La Procura di Flensburg ha già aperto un’inchiesta per “attività di agenti per spionaggio”, segnalando la serietà con cui le autorità tedesche stanno trattando la questione.
Casi Concreti e Sospetti Fondati
L’inchiesta giornalistica non si ferma alle ipotesi, ma elenca casi specifici che rafforzano i sospetti. Uno degli esempi più eclatanti riguarda la nave cargo “Lauga“.
- Nella notte del 16 maggio, mentre la “Lauga” attraversava il Mar del Nord, una nave della polizia tedesca in avvicinamento ha avvistato sette droni nelle sue vicinanze.
- Undici giorni dopo, nel porto belga di Zeebrugge, la nave è stata ispezionata, ma a bordo non è stato trovato nulla di sospetto, se non un equipaggio composto interamente da cittadini russi.
- Successivamente, la “Lauga”, che in passato era stata impiegata come nave di supporto per sottomarini in operazioni militari in Siria, ha attraccato a San Pietroburgo presso un terminal gestito da Petrolesport, una società strettamente legata a “Rosatom“, la compagnia nucleare statale russa.
È significativo notare che Rosatom dispone di droni con un raggio d’azione di 200 chilometri, dotati di videocamere e termocamere, ufficialmente utilizzati per la sorveglianza delle rotte artiche. Altri due casi citati nell’inchiesta riguardano i movimenti anomali delle navi “Hav Snapper” e “Hav Dolphin”.
La Reazione della Germania e il Contesto Internazionale
Questi episodi si inseriscono in un contesto di crescente preoccupazione in Germania e in Europa per le cosiddette “minacce ibride”. L’aumento esponenziale degli avvistamenti di droni su aree sensibili, incluse basi militari americane come quella di Ramstein, ha spinto il governo tedesco a prendere contromisure. Recentemente, è stata approvata una modifica legislativa che consente all’esercito (Bundeswehr) di abbattere i droni sospetti che minacciano la sicurezza nazionale, su richiesta della polizia.
La ministra dell’Interno, Nancy Faeser, ha definito i droni usati per spionaggio e sabotaggio una “seria minaccia”, collegando direttamente l’aumento degli incidenti all’invasione russa dell’Ucraina. L’ipotesi è che queste operazioni di sorveglianza mirino a raccogliere informazioni sui trasferimenti di armi occidentali verso l’Ucraina e a monitorare le capacità difensive della NATO. La complessità e la portata di questi sorvoli, spesso effettuati da sciami di droni in formazione, suggeriscono un’operazione ben finanziata e logisticamente complessa, difficilmente attribuibile a semplici hobbisti.
Mentre la procura indaga e l’intelligence analizza i dati, la Germania si trova ad affrontare una nuova frontiera dello spionaggio, una guerra silenziosa combattuta con tecnologie avanzate che mette alla prova le sue capacità di difesa e la sicurezza dell’intero fianco orientale della NATO.
