Una giornata all’insegna della prudenza per i mercati europei, con la Borsa di Milano che non fa eccezione. L’indice principale, il FTSE MIB, ha terminato le contrattazioni con una flessione dello 0,25%, attestandosi in linea con gli altri principali listini del Vecchio Continente. A dominare la scena è l’attesa per le decisioni della Federal Reserve, la banca centrale statunitense, da cui il mercato si aspetta un taglio dei tassi di interesse, sebbene permanga incertezza sulla comunicazione che accompagnerà la mossa.
Sul fronte del mercato obbligazionario, lo spread tra BTP decennali e Bund tedeschi si conferma stabile, chiudendo a 69 punti base. Un segnale di relativa tranquillità che indica una percezione del rischio-Italia contenuta, con il rendimento del titolo di stato italiano a dieci anni che si assesta al 3,54%.
Il tonfo di Ferrari scuote il listino
La nota più dolente della giornata a Piazza Affari arriva dal titolo Ferrari, che ha subito una pesante caduta del 4,4%. A innescare le vendite è stato il giudizio degli analisti: la casa d’investimento Oddo Bhf ha tagliato la raccomandazione sul titolo a ‘neutral’ da ‘outperform’, rivedendo al ribasso anche il target price. Questa mossa si aggiunge ad altri recenti giudizi prudenti, come quello di Jefferies che ha abbassato il prezzo obiettivo e l’avvio di copertura di Morgan Stanley con un cauto ‘Equalweight’, segnalando un ricalcolo delle aspettative del mercato sul Cavallino Rampante.
Settori in ordine sparso: male le utility, banche contrastate
La seduta è stata negativa per diversi titoli a grande capitalizzazione. Oltre a Ferrari, si registrano ribassi significativi per Inwit (-1,9%), Recordati (-1,7%) e Leonardo (-1,6%).
Fiacco anche il comparto dell’energia, penalizzato da un prezzo del petrolio debole. Scendono Saipem (-1,3%), Tenaris (-1%) ed Eni (-0,6%).
Particolarmente colpite le utility, che risentono dell’effetto del prezzo del gas, sceso ai minimi dal 2022. Questa dinamica, se da un lato è positiva per i consumatori, dall’altro riduce i margini di guadagno per le società del settore. Ne conseguono le perdite per Enel e A2a (-0,4%) e Hera (-0,3%).
Andamento contrastato, invece, per il settore bancario. Mentre Intesa Sanpaolo (-0,6%) e Mps (-0,4%) chiudono in territorio negativo, con quest’ultima ancora al centro di complesse operazioni strategiche, mostrano un segno positivo Banco Bpm e Bper (+0,6%) e soprattutto Unicredit, che avanza dell’1,5%. Debole anche Generali (-0,9%), in attesa di un importante Consiglio di Amministrazione previsto per il 19 dicembre.
Le note positive: brillano Lottomatica e Prysmian
Nonostante il clima generale di incertezza, alcuni titoli si sono distinti per le ottime performance. In particolare, hanno brillato Lottomatica e Prysmian, entrambe in rialzo del 2,4%. Risultati positivi anche per Stellantis (+0,7%) e Brunello Cucinelli (+0,7%), quest’ultimo sostenuto dalle buone prospettive di fine anno.
In evidenza anche Campari, che ha guadagnato lo 0,5%. A spingere il titolo sono le indiscrezioni, riportate da diverse fonti stampa, su un possibile accordo in dirittura d’arrivo tra la holding di controllo Lagfin e il Fisco italiano. L’intesa, che si aggirerebbe intorno ai 400 milioni di euro, potrebbe chiudere un complesso contenzioso fiscale, riducendo l’incertezza sulla governance del gruppo.
Fuori dal listino principale, si segnala l’ottima performance di Banca Generali (+1,5%). Il titolo è stato premiato dal mercato dopo la pubblicazione dei dati sulla raccolta netta di novembre, risultati decisamente positivi e in crescita rispetto all’anno precedente, promossi dagli analisti.
