Santo Stefano d’Aveto (Genova) – Si è conclusa con un sospiro di sollievo una vicenda che ha mobilitato per ore uomini e mezzi sull’Appennino tosco-ligure. Un uomo di 48 anni, di cui si erano perse le tracce dal tardo pomeriggio di venerdì, è stato ritrovato in tarda serata dai Carabinieri nei pressi di Santo Stefano d’Aveto. L’uomo, ritrovato in stato confusionale, era scomparso in una zona boschiva situata tra il passo del Tomarlo e il passo dello Zovallo, un’area che segna il confine naturale tra l’Emilia-Romagna e la Liguria.

L’ALLARME E L’IMMEDIATA MOBILITAZIONE DEI SOCCORSI

L’allarme è scattato nel primo pomeriggio di venerdì, quando i familiari, preoccupati per il mancato rientro e l’impossibilità di contattarlo, hanno allertato le autorità. Immediatamente è scattata una complessa operazione di ricerca e soccorso, coordinata dal Soccorso Alpino e Speleologico Emilia-Romagna (SAER). Il campo base delle operazioni è stato allestito in località Fontana del Lecca, nel comune di Bedonia, in provincia di Parma.

Le ricerche hanno visto un’ampia partecipazione di diverse forze:

  • I tecnici delle stazioni Monte Orsaro e Alfeo del Soccorso Alpino emiliano.
  • Un’unità cinofila specializzata nella ricerca di persone scomparse.
  • Il supporto dei colleghi del Soccorso Alpino ligure della stazione Tigullio, a dimostrazione dell’efficace collaborazione interregionale.
  • I Carabinieri.
  • I Vigili del Fuoco.
  • Personale sanitario, pronto a intervenire.

LA TECNOLOGIA IN CAMPO PER LE RICERCHE

Data la vastità e l’asperità dell’area, caratterizzata da fitti boschi e sentieri impervi, si è rivelato cruciale l’impiego della tecnologia. È stato richiesto l’intervento di un elicottero dell’Aeronautica Militare proveniente da Cervia, equipaggiato con il sofisticato sistema “Artemis”. Questa tecnologia avanzata è in grado di geolocalizzare i telefoni cellulari anche in assenza di segnale di rete, un fattore spesso determinante in zone montane e remote. A bordo del velivolo, un tecnico del Soccorso Alpino ha guidato i sorvoli sull’area interessata, collaborando strettamente con le squadre a terra.

“L’azione coordinata delle numerose squadre a terra e l’utilizzo di tecnologie come il sistema Artemis sono state fondamentali per circoscrivere l’area di ricerca e ottimizzare i tempi di intervento, permettendo il ritrovamento in un tempo relativamente breve”, ha commentato un portavoce dei soccorritori.

IL RITROVAMENTO E LE CONDIZIONI DELL’UOMO

Dopo ore di perlustrazioni, quando ormai si avvicinava la notte, i Carabinieri hanno individuato il 48enne nei pressi del comune genovese di Santo Stefano d’Aveto. L’uomo è stato trovato in stato confusionale, ma vivo e in discrete condizioni fisiche. Immediatamente è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118 presente sul posto per i primi accertamenti. La vicenda si è dunque conclusa positivamente, grazie alla sinergia e alla professionalità di tutti gli enti coinvolti.

UN TERRITORIO AFFASCINANTE MA IMPEGNATIVO

L’area in cui si è perso l’escursionista, compresa tra il Passo del Tomarlo e il Passo dello Zovallo, è nota per la sua bellezza naturalistica ma anche per essere un territorio montano che richiede preparazione ed esperienza. Questo tratto di Appennino collega la Val d’Aveto con la Val Ceno e la Val Nure ed è attraversato da sentieri che, sebbene affascinanti, possono nascondere insidie, soprattutto in caso di scarsa visibilità o condizioni meteorologiche avverse. L’episodio sottolinea ancora una volta l’importanza di affrontare le escursioni in montagna con la massima prudenza, dotandosi di attrezzatura adeguata e informando sempre qualcuno sul proprio itinerario.

Di veritas

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