La Questura di Roma ha messo un freno deciso all’iniziativa di Forza Nuova, che aveva in programma una “manifestazione itinerante” dai contorni di una ronda nel cuore del quartiere multietnico di Tor Pignattara. Il Questore Roberto Massucci ha firmato un provvedimento di divieto per l’evento, denominato “Difendi Roma”, previsto per sabato pomeriggio all’interno del Parco Giordano Sangalli. La decisione è maturata a seguito di una valutazione che ha evidenziato “fondati rischi per l’ordine e la sicurezza pubblica”.
Le ragioni del divieto: una doppia criticità
Alla base del provvedimento vi sono due motivazioni principali, strettamente interconnesse. La prima riguarda un vizio di forma e di tempistica: la comunicazione ufficiale da parte di Forza Nuova per formalizzare l’iniziativa è giunta “solo dopo diverse ore” dalla diffusione della locandina sui social network. Questo ritardo, come sottolineato dalla Questura, si è rivelato “tardivo” e non conforme alle normative vigenti in materia di preavviso per le manifestazioni pubbliche.
Il secondo, e più grave, elemento di criticità è la concomitanza con un’altra manifestazione. Nello stesso luogo e quasi alla stessa ora, era stato infatti regolarmente preavvisato un presidio da parte di una “realtà attestata su posizioni ideologiche contrapposte rispetto al Movimento Forza Nuova”, identificata come la Rete antifascista di Roma Est. La Questura ha ritenuto “incompatibile” la coesistenza delle due iniziative, evidenziando il concreto “rischio connesso alla sovrapposizione delle fasi di afflusso e deflusso tra i due gruppi di manifestanti”. Un potenziale incrocio che avrebbe potuto facilmente innescare tensioni e scontri.
Il contesto: “Difendi Roma” e la propaganda delle ronde
L’evento promosso da Forza Nuova si inseriva in una campagna più ampia denominata “Difendi Roma”, con tanto di locandina in stile militarista e l’imperativo “Arruolati”. L’obiettivo dichiarato era quello di organizzare “ronde” o “passeggiate per la sicurezza” per tutelare i cittadini, una narrativa che il movimento di estrema destra porta avanti da tempo, spesso prendendo spunto da episodi di cronaca per proporsi come unico baluardo a difesa dei quartieri. Queste iniziative, tuttavia, sono state spesso criticate in quanto mirano a “individuare e stigmatizzare le persone straniere, alimentando l’idea di un presunto pericolo legato all’immigrazione”.
Il quartiere di Tor Pignattara, non a caso, è stato scelto come scenario. Si tratta di una zona di Roma nota per la sua spiccata multiculturalità, un “pezzo di città vivo, popolare, pieno di famiglie, negozi, comunità diverse e associazioni”. In un contesto simile, iniziative che richiamano un “controllo del territorio” vengono percepite come una provocazione, capaci di accendere gli animi e minare la convivenza.
La risposta antifascista e il diritto di manifestare
La mobilitazione di Forza Nuova aveva immediatamente generato una contro-mobilitazione. La Rete antifascista di Roma Est aveva convocato un contro-presidio, regolarmente comunicato alla Questura, per le 17 dello stesso giorno, un’ora prima dell’appuntamento forzanovista. L’obiettivo era rispondere alla “chiamata d’odio” e ribadire che una “comunità solidale e interculturale non può accettare derive intimidatorie”.
È importante sottolineare che il provvedimento della Questura non nega in assoluto il diritto a manifestare. La nota ufficiale, infatti, precisa che “viene comunque indicata la possibilità di esercitare il diritto a manifestare con diverse modalità”. Si tratta, dunque, di una misura preventiva volta a garantire la sicurezza pubblica in una situazione specifica e potenzialmente esplosiva, lasciando aperta la porta a future iniziative, purché organizzate nel rispetto delle regole e senza creare pericoli per la cittadinanza. In seguito al divieto, Forza Nuova ha comunicato l’intenzione di spostare la propria manifestazione in un’altra via del quartiere.
