Emma Bonino è tornata a casa. La leader radicale e figura storica della politica italiana è stata dimessa dall’ospedale San Filippo Neri di Roma, dove era ricoverata da una settimana. La notizia, che ha portato un sospiro di sollievo nel panorama politico e tra i suoi sostenitori, è stata diffusa attraverso un post sui canali social di +Europa, il partito di cui Bonino è una delle fondatrici. “Siamo felici di annunciare che Emma è finalmente tornata a casa e che le sue condizioni sono stabili”, si legge nella nota, che sottolinea la ritrovata serenità dopo giorni di apprensione.
Il ricovero d’urgenza e il trasferimento
La vicenda ha avuto inizio nella tarda serata dello scorso 30 novembre, quando l’ex ministra e senatrice, 77 anni, ha accusato un malore. Trasportata d’urgenza in codice rosso all’ospedale Santo Spirito per un’insufficienza respiratoria, ha trascorso la prima notte nel reparto di terapia intensiva. Il giorno seguente, il primo dicembre, è stata trasferita presso la ‘Stroke Unit’ dell’ospedale San Filippo Neri. Il trasferimento, come spiegato da fonti mediche, si è reso necessario per “garantire un setting appropriato” alle cure specifiche richieste dalla sua patologia. Durante tutto il periodo di ricovero, fonti di +Europa hanno costantemente rassicurato sul fatto che la leader radicale fosse “sempre stata vigile”.
Un percorso di miglioramento graduale
Il percorso di recupero ha visto una tappa significativa il 5 dicembre, quando Emma Bonino ha potuto lasciare il reparto di terapia subintensiva per essere trasferita in un altro reparto dell’ospedale, a testimonianza di un deciso miglioramento delle sue condizioni di salute. Chi ha avuto modo di incontrarla in questi giorni ha parlato di una paziente “in buone condizioni” e “stabile”, confermando la sua nota tenacia.
Una vita di battaglie, anche per la salute
La salute di Emma Bonino è stata messa a dura prova in più occasioni. Questo recente ricovero per problemi respiratori non è un episodio isolato. Già nell’ottobre del 2024, la storica leader radicale aveva affrontato un ricovero per una patologia simile. La sua battaglia più nota, tuttavia, è quella contro il cancro. Nel gennaio del 2015, annunciò ai microfoni di Radio Radicale di avere un microcitoma polmonare, una forma molto aggressiva di tumore al polmone. Nonostante la diagnosi, non ha mai abbandonato l’attività politica, affrontando un lungo ciclo di chemioterapia. Nel 2023, durante un’intervista televisiva, aveva finalmente annunciato di aver concluso le terapie oncologiche dopo otto anni, una notizia accolta con grande gioia da tutto il mondo politico.
Il messaggio di +Europa: “Il Paese ha bisogno della sua visione”
Nel comunicato che annuncia le dimissioni, +Europa non si è limitato a dare la buona notizia, ma ha voluto sottolineare il ruolo ancora centrale di Emma Bonino nel dibattito pubblico. “Il nostro Paese ha ancora un profondo bisogno della sua visione, della sua forza e della sua determinazione”, ha scritto il partito. In un momento definito di “attacco senza precedenti” per l’Europa, il post ha riproposto le parole pronunciate da Bonino in un’intervista del 2019, definite “più attuali che mai”: “L’Europa che non ci piace è tutta l’Europa che manca e che dobbiamo fare”. Un richiamo forte al suo europeismo convinto e alla sua instancabile spinta riformatrice.
Una carriera dedicata ai diritti e alla politica
Nata a Bra nel 1948, Emma Bonino è una delle figure più influenti del radicalismo liberale e del femminismo in Italia. La sua lunga carriera politica, iniziata nel 1976 con l’elezione alla Camera dei Deputati con il Partito Radicale, è costellata di incarichi di prestigio sia a livello nazionale che internazionale. È stata Commissaria Europea, Ministra degli Affari Esteri, Ministra del Commercio Internazionale e Vicepresidente del Senato. Il suo nome è legato a battaglie storiche per i diritti civili, come quelle per la legalizzazione dell’aborto e contro l’energia nucleare, portate avanti con lo strumento del referendum e della disobbedienza civile. Il suo impegno si è esteso alla difesa dei diritti umani a livello globale, promuovendo campagne per l’abolizione della pena di morte e contro la fame nel mondo.
