Il cinema italiano torna a risplendere sulla scena internazionale con l’uscita di “La Grazia”, l’ultima fatica del regista premio Oscar Paolo Sorrentino. Il film, che ha debuttato nelle sale cinematografiche americane venerdì 5 dicembre, è stato accolto da un’ondata di recensioni entusiastiche da parte della critica statunitense, che non ha esitato a definire l’opera un nuovo capolavoro del cineasta napoletano. Un trionfo che conferma la statura autoriale di Sorrentino e celebra, ancora una volta, il sodalizio artistico con il suo attore prediletto, Toni Servillo.
Il plauso della critica a stelle e strisce
Le più autorevoli testate giornalistiche americane hanno tessuto le lodi de “La Grazia”. Mahnola Dargis, sul prestigioso New York Times, ha sottolineato come “pochi registi abbracciano la bellezza in modo totale quanto Paolo Sorrentino”, evidenziando il piacere di “tornare nell’universo ricco, stilizzato e dettagliatissimo” del regista di “È Stata la Mano di Dio”, un universo popolato da “incanti e personaggi caldi, vitali, irripetibili”. L’elogio si estende inevitabilmente a Toni Servillo, protagonista nel ruolo di un immaginario Presidente della Repubblica alla fine del suo mandato. L’attore, già noto al pubblico americano per film come “La Grande Bellezza”, “Gomorra” e “Il Divo”, viene descritto come “il volto più affascinante del cinema di Sorrentino, capace di incarnare personaggi diversissimi con precisione quasi spiazzante” grazie alla sua “sorprendente ampiezza espressiva”.
Non meno entusiasta è il giudizio di Kyle Smith del Wall Street Journal. Il critico del noto quotidiano finanziario si è detto “incantato” dall’interpretazione di Servillo, che veste i panni del personaggio di Mariano “con una gravitas tale che basta un minimo cambiamento d’espressione per catturare l’attenzione”. Secondo Smith, “La Grazia” si configura come un “elogio della maturità e di quelle figure sagge che spesso diamo per scontate”, un’opera che si cristallizza in “un’immagine struggente: una lacrima che galleggia nello spazio, sospesa tra fragilità e leggerezza”.
Un racconto intimo e universale sul potere e la fragilità
“La Grazia” esplora le complesse questioni morali ed etiche che affliggono il Presidente della Repubblica Mariano De Santis, un uomo anziano e vedovo, giurista e profondamente cattolico, giunto alla fine del suo mandato. Il film, scritto dallo stesso Sorrentino, si addentra nei dilemmi di un uomo di potere di fronte a due decisioni cruciali: la concessione della grazia a due persone ree di omicidio e la promulgazione di una legge sull’eutanasia. Un racconto che, pur essendo ambientato nel cuore delle istituzioni italiane, travalica i confini nazionali per toccare corde universali, riflettendo sulla responsabilità, il dubbio, l’amore e il perdono.
Il film è stato presentato in anteprima mondiale come pellicola d’apertura della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove Toni Servillo ha conquistato la prestigiosa Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. Un riconoscimento che ha anticipato il successo di critica e che pone “La Grazia” in una posizione di rilievo in vista della stagione dei premi internazionali, inclusa la corsa ai prossimi Oscar.
Il sodalizio Sorrentino-Servillo: una garanzia di eccellenza
“La Grazia” segna la settima collaborazione tra Paolo Sorrentino e Toni Servillo, un binomio che ha regalato al cinema italiano alcune delle sue pagine più memorabili. Dal film d’esordio “L’uomo in più” fino a capolavori come “Le conseguenze dell’amore”, “Il Divo” e il premio Oscar “La Grande Bellezza”, la sinergia tra il regista e l’attore ha dato vita a personaggi indimenticabili e a un’estetica cinematografica riconoscibile e apprezzata in tutto il mondo. Anche in questa ultima opera, la capacità di Servillo di abitare con straordinaria intensità e sfumature i tormenti del suo personaggio si sposa perfettamente con la regia sontuosa e visionaria di Sorrentino, creando un’esperienza filmica di rara potenza emotiva e intellettuale.
L’uscita del film in Italia è prevista per il 15 gennaio 2026, distribuito da PiperFilm. L’attesa nel nostro Paese è altissima, alimentata dall’eco positivo proveniente da oltreoceano e dalla curiosità di immergersi nuovamente nell’inconfondibile universo di uno dei più grandi autori del cinema contemporaneo.
