Roma – In una cerimonia carica di significato e solennità, svoltasi oggi, 5 dicembre 2025, nella prestigiosa cornice di Piazza del Quirinale, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha acceso il braciere che dà il via al lungo viaggio della Fiamma Olimpica verso i Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026. Un gesto che non è solo l’inizio del conto alla rovescia per il grande evento sportivo, ma anche un potente richiamo ai valori fondanti dello spirito olimpico, primo tra tutti quello della pace.
Alla presenza delle più alte cariche dello Stato, tra cui la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i Presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e vertici del mondo sportivo nazionale e internazionale come la Presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), Kirsty Coventry, e il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, il Capo dello Stato ha pronunciato parole dense di speranza. “Più che mai sentiamo la necessità e l’urgenza dell’amicizia e della pace tra i popoli,” ha dichiarato Mattarella, sottolineando come la pace sia “iscritta nel DNA olimpico sin dai tempi più remoti”.
Un Appello Universale per la Tregua Olimpica
Il cuore del discorso del Presidente è stato un accorato appello per il rinnovo della tregua olimpica, un’antica tradizione greca che prevedeva la sospensione di ogni conflitto durante i Giochi per consentire ad atleti e spettatori di viaggiare e gareggiare in sicurezza. “L’Italia ha chiesto che la tregua olimpica venga rinnovata. Ci auguriamo che sia davvero possibile,” ha affermato Mattarella. Un auspicio che va oltre il simbolismo, come ha precisato lo stesso Presidente: “Anzi, speriamo di più. Che i due mesi che ci separano dall’avvio dei Giochi possano recare distensione e dialogo, fermare aggressioni e barbarie, spegnere le volontà di potenza che seminano paura, morte, devastazione”.
Questo richiamo assume una rilevanza cruciale nel contesto geopolitico attuale, segnato da numerosi conflitti. La tregua, conosciuta nell’antichità come “Ekecheiria” (letteralmente “trattenere le mani”), fu istituita nel IX secolo a.C. e oggi viene riproposta dal CIO in collaborazione con le Nazioni Unite prima di ogni edizione dei Giochi. L’obiettivo è utilizzare la piattaforma universale dello sport per promuovere il dialogo e la cooperazione, ricordando che, nonostante le differenze, lo sport può unire le nazioni.
Il “Grande Viaggio” della Fiamma attraverso l’Italia
Dopo l’accensione del braciere, suggellata dal sorvolo delle Frecce Tricolori, la Fiamma Olimpica è pronta per iniziare il suo “Grande Viaggio”. A partire da domani, 6 dicembre, la torcia intraprenderà un percorso di 63 giorni che la porterà ad attraversare tutta l’Italia, toccando tutte le 20 regioni e le 110 province. Saranno percorsi circa 12.000 chilometri, coinvolgendo oltre 300 comuni e numerosi siti patrimonio dell’UNESCO, in una staffetta che unirà il Paese da nord a sud.
Il viaggio, che ha avuto il suo prologo con l’arrivo della fiamma da Atene il 4 dicembre, si concluderà il 6 febbraio 2026 a Milano, con l’accensione del tripode durante la Cerimonia di Apertura dei XXV Giochi Olimpici Invernali allo stadio di San Siro. Ogni giornata di staffetta si concluderà con una cerimonia di celebrazione nella città tappa, un momento di festa per le comunità locali.
Milano-Cortina 2026: Un’Occasione di Crescita e Speranza
Nel suo intervento, il Presidente Mattarella ha anche ricordato le precedenti edizioni dei Giochi invernali ospitate dall’Italia: Cortina nel 1956 e Torino nel 2006. Ha sottolineato come questi eventi rappresentino non solo una straordinaria occasione di sport, ma anche un motore di crescita economica, tecnologica, turistica e culturale. “In un cambiamento d’epoca – come quello che stiamo vivendo – c’è bisogno di speranza. Di futuro,” ha ammonito il Capo dello Stato, indicando nello sport un veicolo di valori preziosi.
La condivisione dei Giochi tra Milano e Cortina, estesa anche ad altre località come Bormio, Livigno e l’Arena di Verona per le Paralimpiadi, è stata descritta come un “messaggio di accoglienza e di apertura”. “Offriremo come sempre, accoglienza, partecipazione popolare, amicizia a chiunque sarà con noi,” ha concluso il Presidente, assicurando che “il segno di pace delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi italiane sarà chiaro e visibile a ogni latitudine. È la nostra natura. La nostra cultura. La nostra storia”.
