MILANO – Il settore delle costruzioni italiano inverte la rotta e torna a mostrare segni di debolezza. A novembre, l’indice HCOB Italy Construction PMI®, curato da S&P Global, è sceso a 48,2 punti, registrando un calo significativo rispetto ai 50,7 punti di ottobre. Questo dato riporta l’indice al di sotto della soglia critica di 50,0 punti, che separa la crescita dalla contrazione, segnalando un modesto ma diffuso deterioramento della salute del settore dopo un breve e illusorio periodo di espansione.
Una Contrazione Generalizzata: Tutti i Comparti in Negativo
L’analisi dei dati di novembre rivela una contrazione che ha interessato tutti e tre i principali sottosettori monitorati. A guidare il calo è stata l’edilizia residenziale, che per la prima volta in 15 mesi ha registrato la performance peggiore, con una diminuzione della produzione definita “elevata”. Anche i comparti dell’edilizia non residenziale (commerciale) e dell’ingegneria civile hanno registrato una modesta flessione dell’attività, contribuendo al quadro complessivamente negativo. La debolezza è apparsa quindi generalizzata, riflettendo una perdita di slancio su tutto il fronte delle costruzioni.
Il Crollo dei Nuovi Ordini e le Ripercussioni su Occupazione e Acquisti
Il principale motore di questa frenata è stato il calo dei nuovi ordini ricevuti dalle imprese edili, il primo registrato in tre mesi. Sebbene la diminuzione sia stata nel complesso solo marginale, si è posta in netto contrasto con la crescita osservata a settembre e ottobre, generando immediate preoccupazioni tra gli operatori. Questa inversione di tendenza ha avuto ripercussioni dirette sulle strategie aziendali.
Le imprese hanno infatti reagito con prudenza, rallentando le assunzioni. A novembre si è registrato solo un leggero aumento del personale, il più debole nell’attuale sequenza di crescita che dura da 15 mesi. Parallelamente, le aziende hanno ridimensionato gli acquisti di materiali e beni, anch’essi in calo per la prima volta in tre mesi, in risposta ai minori requisiti produttivi.
Peggiora la Fiducia degli Operatori: Preoccupazioni per il Futuro
Il calo della domanda ha inevitabilmente eroso la fiducia delle imprese. Le aspettative sull’attività per i prossimi 12 mesi sono diminuite, con un ottimismo che ha toccato uno dei livelli più bassi del 2025. Le principali preoccupazioni evidenziate dal campione d’indagine riguardano proprio la prospettiva di un’ulteriore diminuzione dei nuovi ordini. Questo clima di incertezza è aggravato da fattori esterni, come la riduzione degli incentivi governativi, in particolare la fine del Superbonus, e l’aumento dei tassi di interesse che rende più onerosi i finanziamenti.
A complicare il quadro si aggiungono le pressioni sui costi. A novembre sono stati segnalati aumenti per le materie prime e l’energia, che hanno contribuito a un incremento delle spese operative. Inoltre, i tempi di consegna dei fornitori si sono allungati per il quattordicesimo mese consecutivo, a causa di carenze di scorte e condizioni meteorologiche avverse.
Il Contesto Economico: Tra PNRR e Rallentamento Generale
Questo rallentamento del settore edile si inserisce in un contesto macroeconomico complesso. Da un lato, le opere pubbliche, sostenute dagli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dovrebbero rappresentare un motore di crescita anche nel prossimo futuro. Dall’altro, il comparto privato, in particolare quello residenziale, risente della fine della stagione dei bonus fiscali che avevano drogato il mercato negli anni post-pandemia.
Le previsioni per il 2025 indicano ulteriori difficoltà, con stime di una contrazione generale del settore a causa della debolezza della domanda interna e della stretta creditizia. Una ripresa più solida potrebbe materializzarsi solo nel 2026, trainata proprio dalla piena attuazione dei progetti infrastrutturali e di riqualificazione urbana previsti dal PNRR. Tuttavia, persistono criticità strutturali come la carenza di manodopera specializzata e un tessuto imprenditoriale molto frammentato.
