WASHINGTON D.C. – Una testimonianza cruciale potrebbe cambiare le sorti politiche del Segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, travolto da uno scandalo con accuse pesantissime che vanno dalla violazione delle leggi internazionali fino ai crimini di guerra. Durante un’attesissima audizione congiunta presso le commissioni di Camera e Senato, l’ammiraglio Frank Bradley ha dichiarato che Hegseth “non ha dato l’ordine di uccidere tutti” i sopravvissuti di un controverso attacco contro una presunta “nave della droga” avvenuto nei Caraibi. A riportare le parole dell’alto ufficiale è stato il deputato democratico Jim Himes, membro della commissione Intelligence della Camera, che ha parlato con la CNN al termine del briefing.
LA VICENDA CHE SCUOTE IL PENTAGONO
I fatti al centro dell’indagine risalgono allo scorso 2 settembre, quando le forze speciali americane hanno condotto un raid contro un’imbarcazione sospettata di trasportare stupefacenti per conto dei cartelli venezuelani. La vicenda è emersa a fine novembre grazie a un’inchiesta del Washington Post, secondo cui, dopo un primo attacco missilistico, sarebbe stato ordinato un secondo raid per eliminare i sopravvissuti rimasti aggrappati al relitto. L’ordine, secondo le fonti del quotidiano, sarebbe partito direttamente da Hegseth con la direttiva di “uccidere tutti”.
Questa rivelazione ha immediatamente innescato una tempesta politica a Washington, con esponenti democratici e alcuni repubblicani che hanno accusato il capo del Pentagono di “crimini di guerra”. La posizione di Hegseth si è fatta sempre più delicata, nonostante il sostegno pubblico ricevuto dalla Casa Bianca e dal presidente Donald Trump. Lo stesso Segretario alla Difesa, pur non smentendo l’esistenza di un secondo attacco, aveva scaricato la responsabilità della decisione sull’ammiraglio Bradley, affermando che quest’ultimo avesse agito “nel pieno rispetto delle leggi internazionali”. In una successiva riunione di governo, Hegseth aveva poi difeso l’operato dell’ammiraglio, dichiarando: “Non ero presente ma ha fatto bene, ha eliminato la minaccia”.
LA TESTIMONIANZA DI BRADLEY: UNA DIFESA CHE NON CONVINCE TUTTI
La deposizione dell’ammiraglio Bradley era quindi attesa come un momento decisivo per fare chiarezza. Se da un lato le sue parole scagionano Hegseth dall’accusa più infamante, dall’altro non placano le polemiche. Il deputato Himes ha infatti definito quanto appreso durante l’audizione “una delle cose più preoccupanti” viste da quando è al Congresso.
Il punto più controverso riguarda un video dell’operazione mostrato ai membri delle commissioni. Secondo Himes, le immagini mostrerebbero “due persone in evidente pericolo con un’imbarcazione distrutta, che sono stati uccisi dagli Stati Uniti“. Il deputato ha poi aggiunto un commento tagliente: “Qualsiasi americano che guardi il video che ho visto io, vedrà l’esercito degli Stati Uniti attaccare dei marinai naufraghi: cattivi, sì, ma sempre naufraghi”. Pur ammettendo che l’ammiraglio ha fornito elementi di contesto per difendere le decisioni prese, Himes ha sottolineato come i sopravvissuti non fossero più in grado di proseguire la loro presunta attività criminale.
CHI È PETE HEGSETH, IL CONTROVERSO CAPO DEL PENTAGONO
La figura di Pete Hegseth è da tempo al centro del dibattito politico americano. Ex maggiore della Guardia Nazionale e noto conduttore televisivo di Fox News, la sua nomina a Segretario alla Difesa all’inizio del 2025 è stata una delle più contestate della seconda amministrazione Trump. Approvata dal Senato con un margine risicatissimo e solo grazie al voto decisivo del vicepresidente J.D. Vance, la sua candidatura ha dovuto superare le perplessità di alcuni senatori repubblicani e l’opposizione compatta dei democratici. Le critiche si concentravano sulla sua mancanza di esperienza nella gestione di apparati complessi come il Pentagono e su diverse controversie passate. Sostenitore di una linea politica molto conservatrice e vicinissimo a Trump, Hegseth non è nuovo a uscite provocatorie, come quando ha commentato la bufera mediatica sui raid anti-narcos postando sui social un’immagine ironica di un personaggio dei cartoni animati che spara ai trafficanti.
IMPLICAZIONI E SCENARI FUTURI
La testimonianza dell’ammiraglio Bradley sposta ora il focus della responsabilità operativa, ma non chiude affatto la questione politica e legale. Esperti di diritto bellico e diversi analisti sostengono che, se i sopravvissuti non rappresentavano più una minaccia imminente, la loro uccisione potrebbe costituire una violazione delle convenzioni internazionali e configurarsi come un omicidio extragiudiziale. La vicenda si inserisce nel contesto più ampio di un’intensificazione delle operazioni anti-droga volute da Washington nel Mar dei Caraibi, operazioni che secondo alcune stime avrebbero già causato decine di vittime.
Oltre al caso della “nave della droga”, la posizione di Hegseth è appesantita da un recente rapporto dell’Ispettore Generale del Pentagono. Il documento, pur non riscontrando violazioni formali, ha evidenziato i rischi legati alla sua abitudine di condividere informazioni militari sensibili tramite l’app di messaggistica Signal, una pratica che avrebbe potuto mettere in pericolo le truppe americane. Mentre le indagini del Congresso proseguono, il futuro politico del Segretario alla Difesa resta appeso a un filo, con implicazioni che potrebbero scuotere ulteriormente i vertici dell’amministrazione statunitense.
