L’AQUILA – La speranza, a volte, percorre sentieri che la ragione non contempla. In una corsa contro il tempo e il gelo dell’inverno appenninico, la vicenda di Karol Brozek, l’ingegnere informatico polacco di 44 anni svanito nel nulla sul massiccio del Gran Sasso, si arricchisce di un nuovo, singolare capitolo. Mentre le squadre del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza continuano a perlustrare senza sosta ogni anfratto della montagna, la sorella gemella dell’uomo, Diana, ha deciso di affidarsi a un noto medium polacco, Krzysztof Jackowski, nel disperato tentativo di trovare una traccia, un indizio che possa riportare a casa suo fratello.
LA SCOMPARSA E LE RICERCHE INCESSANTI
Di Karol Brozek si sono perse le tracce lo scorso 19 novembre. Le ultime immagini che lo ritraggono sono state catturate da una telecamera di sorveglianza a Campo Imperatore: lo si vede allontanarsi dal suo camper, noleggiato in Polonia, in compagnia dei suoi due cani, senza un equipaggiamento adeguato ad affrontare le asperità della montagna in inverno. All’interno del veicolo sono stati ritrovati i suoi effetti personali, tra cui il telefono cellulare, un dettaglio che ha reso ancora più complesse le operazioni di localizzazione.
Da quel giorno, le ricerche non si sono mai interrotte. Coordinate dalla Prefettura dell’Aquila, vedono impegnati quotidianamente i tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) Abruzzo, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF), i Vigili del Fuoco e altre unità operative. Le condizioni meteorologiche avverse, con forti venti, nebbia e abbondanti nevicate, hanno ostacolato pesantemente le attività, limitando l’uso degli elicotteri e rendendo impervi i sentieri. Nonostante le difficoltà, i soccorritori hanno battuto palmo a palmo le aree più probabili, concentrandosi negli ultimi giorni nella zona della Scindarella e utilizzando anche la tecnologia Recco, un sistema che permette di localizzare persone dotate di appositi riflettori. Purtroppo, ad oggi, ogni sforzo è risultato vano.
L’INTERVENTO DEL MEDIUM KRZYSZTOF JACKOWSKI
In questo clima di angoscia e attesa, la sorella Diana ha scelto di percorrere una via non convenzionale. Ha contattato Krzysztof Jackowski, una figura molto conosciuta in Polonia, spesso ospite di trasmissioni televisive e seguito da decine di migliaia di persone sui social network, noto per essersi occupato di numerosi casi di persone scomparse e per presunte collaborazioni con le forze dell’ordine.
La donna ha raccontato all’ANSA di avergli inviato una foto del fratello, la data della scomparsa e l’indicazione del luogo dove era parcheggiato il camper. La risposta è arrivata tramite un’assistente, che ha fornito le coordinate bancarie per il pagamento del servizio, quantificato in 300 zloty, circa 75 euro. Una volta effettuato il versamento, il medium ha inviato un messaggio sintetico con una mappa del Gran Sasso sulla quale erano cerchiati due punti. Nel testo, Jackowski ha precisato di non avere certezze, ma ha “suggerito” di verificare quelle aree. I luoghi indicati, tuttavia, si trovano in prossimità del sentiero principale e includono la Conca degli Invalidi, una zona già ampiamente perlustrata dalle squadre di soccorso.
Questa non è la prima volta che figure simili intervengono nel caso. Nei giorni scorsi, i soccorritori avevano dovuto verificare anche la segnalazione di un sedicente veggente friulano che, tramite social media, sosteneva di conoscere l’esatta posizione di Brozek in una grotta, indicazione poi rivelatasi infondata.
LA SPERANZA DELLA FAMIGLIA E LE IPOTESI
La famiglia di Karol non perde la speranza. Sui social, Diana ha condiviso un messaggio toccante, ipotizzando che il fratello possa essersi allontanato dal sentiero per soccorrere uno dei suoi cani e che possa aver trovato riparo in una grotta, bloccato dalla neve. “Per favore continuate a cercarlo…“, scrive, immaginando Karol che sopravvive al freddo riscaldato dal corpo dei suoi fedeli compagni. Un appello accorato che testimonia la forza di un legame che non si arrende all’evidenza dei giorni che passano.
Intanto, le autorità valutano la rimozione del camper, rimasto per giorni come un solitario avamposto in mezzo alle tormente di neve a Campo Imperatore. Un simbolo silenzioso di una vacanza trasformatasi in un mistero che tiene con il fiato sospeso non solo i familiari, ma un’intera comunità che segue con apprensione le sorti dell’escursionista polacco.
