Un’eco del passato risuona nei corridoi della finanza globale. La Bank of England (BoE) ha acceso un faro potente sul settore in rapidissima ascesa dell’intelligenza artificiale (IA), avvertendo che le valutazioni “eccessive” delle aziende tecnologiche specializzate in IA potrebbero essere il preludio di una bolla speculativa. Il parallelo, tanto esplicito quanto preoccupante, è con il periodo che anticipò lo scoppio della bolla delle dot-com, un evento che all’inizio del millennio spazzò via miliardi di dollari dai mercati azionari.
L’avvertimento arriva direttamente dal Financial Policy Committee (FPC), il comitato per la politica finanziaria della banca centrale britannica, attraverso il suo rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria. Il documento sottolinea come “molte valutazioni di asset rischiosi rimangano eccessive, in particolare per le aziende tecnologiche specializzate in intelligenza artificiale”. Questa corsa sfrenata ha spinto le valutazioni del mercato azionario statunitense a toccare livelli che non si vedevano proprio dalla fine degli anni ’90, mentre nel Regno Unito si sono raggiunti i picchi massimi dalla crisi finanziaria globale del 2008.
Un Boom Alimentato da Debito e Aspettative
Al centro delle preoccupazioni della BoE vi è la discrepanza tra gli enormi investimenti effettuati dai colossi tecnologici nel campo dell’IA e i profitti effettivamente generati finora. Si stima che nei prossimi cinque anni verranno investiti oltre 5.000 miliardi di dollari in infrastrutture per l’IA. Sebbene una parte di questa spesa sia finanziata dai flussi di cassa delle grandi aziende, circa la metà proverrà da finanziamenti esterni, principalmente attraverso l’indebitamento. Questo crescente ricorso al debito da parte delle aziende di IA crea “legami più profondi tra le imprese di IA e i mercati del credito”, aumentando i rischi per la stabilità finanziaria in caso di una correzione dei prezzi degli asset.
L’entusiasmo e l’ottimismo per il potenziale rivoluzionario dell’IA hanno contribuito a gonfiare queste valutazioni, con la Bank of England che stima come l’IA abbia guidato due terzi dei guadagni dell’indice S&P 500 quest’anno e sia stata responsabile di metà della crescita economica statunitense nella prima metà del 2025. Tuttavia, questa euforia lascia i mercati azionari “particolarmente esposti qualora le aspettative sull’impatto dell’IA diventassero meno ottimistiche”. Una “correzione improvvisa”, avverte la banca, potrebbe verificarsi se i rischi non pienamente prezzati dai mercati dovessero concretizzarsi, con conseguenze negative sulla disponibilità di finanziamenti per famiglie e imprese.
Il Confronto con la Bolla delle Dot-Com: Somiglianze e Differenze
Il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, ha tracciato un parallelo diretto con la bolla delle dot-com, ma ha anche sottolineato una differenza cruciale. “C’è una differenza rispetto alla situazione delle dot-com, in quanto queste aziende hanno flussi di cassa positivi, non sono create sulla speranza“, ha dichiarato in una conferenza stampa. A differenza di molte startup di internet del 2000 che bruciavano capitali senza generare ricavi, gli attuali protagonisti dell’IA sono spesso giganti tecnologici consolidati con modelli di business profittevoli.
Nonostante ciò, Bailey ha messo in guardia sul fatto che non tutti potranno essere vincitori in questa corsa all’oro digitale. I rischi di un “contagio” dai mercati statunitensi, epicentro del boom dell’IA, a quelli del Regno Unito e del resto del mondo rimangono “materiali”. La forte concentrazione del mercato in poche grandi aziende tecnologiche rappresenta un’ulteriore vulnerabilità, con livelli che non si vedevano da 50 anni.
Fattori di Rischio e Impatti Potenziali
Oltre alle valutazioni “eccessive”, il rapporto della BoE identifica altri fattori di rischio che gettano un’ombra sull’economia globale:
- Tensioni geopolitiche e frammentazione del commercio: L’incertezza a livello globale aumenta la probabilità di shock improvvisi.
- Pressioni sui mercati del debito sovrano: L’aumento del debito pubblico in molte economie avanzate potrebbe limitare la capacità dei governi di rispondere a future crisi.
- Colli di bottiglia nello sviluppo dell’IA: Carenze di energia, dati o materie prime potrebbero rallentare i progressi e danneggiare le valutazioni delle aziende.
Una brusca correzione nel settore dell’IA non si limiterebbe a colpire gli investitori in titoli tecnologici. Gli effetti a catena potrebbero essere ampi e dolorosi:
- Impatto sulla ricchezza delle famiglie: Un crollo delle valutazioni azionarie ridurrebbe la ricchezza delle famiglie, con possibili ripercussioni sulla spesa dei consumatori.
- Aumento dei costi di finanziamento: Le perdite sui prestiti alle imprese che investono massicciamente in IA potrebbero portare a un aumento dei costi di finanziamento per le aziende in generale.
- Instabilità del sistema finanziario: L’interconnessione tra le aziende di IA e il sistema creditizio potrebbe amplificare gli shock, minacciando la stabilità finanziaria complessiva.
In conclusione, mentre il potenziale dell’intelligenza artificiale di trasformare l’economia e la società è innegabile, l’avvertimento della Bank of England serve come un fondamentale richiamo alla cautela. L’euforia dei mercati, se non supportata da fondamentali solidi e da una crescita sostenibile dei profitti, rischia di trasformare una promettente rivoluzione tecnologica in una dolorosa crisi finanziaria, le cui lezioni, come dimostra la storia delle dot-com, non dovrebbero mai essere dimenticate.
