ROMA – In un momento storico segnato da sfide globali sempre più complesse e da un quadro geopolitico in rapida evoluzione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha levato un appello accorato all’Unione Europea. Dal prestigioso palco del Quirinale, in occasione dell’incontro con i partecipanti al XXI Foro di dialogo Italia-Spagna, il Capo dello Stato ha definito la mancata realizzazione di una difesa comune europea un ritardo storico le cui “drammatiche conseguenze” sono oggi sotto gli occhi di tutti. Un monito a Bruxelles e a tutte le capitali europee affinché si agisca con “urgenza e visione” per colmare carenze strategiche non più sostenibili.
Un’Alleanza Naturale per le Sfide Comuni
Il Presidente ha aperto il suo intervento celebrando il forte legame tra Italia e Spagna, definite “alleate naturali di fronte alle grandi sfide” contemporanee. Un’amicizia solida, testimoniata da 21 anni di dialogo proficuo, che secondo Mattarella è “decisiva per consentire all’Europa di esercitare un ruolo guida sulla scena internazionale”. Dalla sicurezza alimentare alla lotta al cambiamento climatico, fino all’architettura di sicurezza del continente, Roma e Madrid possono e devono essere protagoniste nel presentare iniziative condivise in ambito europeo.
Settant’Anni di Inazione sulla Difesa
Il cuore della riflessione di Mattarella si è concentrato sulla difesa comune, un progetto discusso da oltre settant’anni. Il Presidente ha ripercorso le tappe di questa incompiuta, dal Trattato di Parigi del 1952 fino alle conclusioni del Consiglio Europeo di Helsinki del dicembre 1999. Quest’ultimo prevedeva che, entro il 2003, gli Stati membri fossero in grado di schierare una forza militare congiunta di 50-60.000 uomini. “Nel mutato quadro geopolitico – ha rimarcato con forza Mattarella – l’Unione sconta oggi un ritardo che impone urgenza e visione, anche per ridurre le attuali carenze strategiche”.
Il Mercato Unico e la “Quinta Libertà” di Letta
Parallelamente al ritardo sulla difesa, il Capo dello Stato ha evidenziato un’altra cruciale incompiutezza: il completamento del mercato comune. “Oggi è indispensabile rafforzare la capacità europea di crescere e di generare opportunità, garantendo accesso equo ai benefici economici”, ha dichiarato. In questo contesto, ha fatto esplicito riferimento alla “quinta libertà” (ricerca, innovazione e istruzione) proposta nel recente rapporto sul futuro del Mercato unico redatto da Enrico Letta. Il rapporto, frutto di centinaia di incontri in tutta Europa, mira a rilanciare la competitività dell’UE potenziando l’integrazione in settori chiave come energia, telecomunicazioni e finanza.
Proprio Enrico Letta, coordinatore del foro, ha raccolto l’assist, rivolgendo un appello ai vicepresidenti della Commissione UE, Raffaele Fitto e Teresa Ribera, affinché la deadline fissata per il 2028 per l’integrazione del mercato unico non resti “solamente sulla carta”, ma si trasformi in una “grande mobilitazione politica”. La vicepresidente Ribera ha assicurato l’impegno della Commissione, sottolineando però la necessità di un sostegno diffuso da parte degli Stati membri.
La Visione Geopolitica: lo Sguardo all’America Latina
L’orizzonte del dibattito si è allargato anche oltre i confini europei. Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sottolineato l’importanza di una collaborazione strategica tra Italia e Spagna per rafforzare la presenza europea in America Latina. “Dobbiamo essere sempre più interlocutori e non lasciare quella parte del mondo a una presenza cinese che è soltanto economica”, ha affermato Tajani. Il ministro ha evidenziato i profondi legami storici, culturali e valoriali che uniscono l’Europa al continente latinoamericano, invitando a esplorare congiuntamente nuove opportunità commerciali e politiche.
