Nuove Strategie per Contrastare i Crimini Ambientali in Brasile
Per contrastare efficacemente i crimini ambientali che alimentano la deforestazione, le miniere illegali e l’allevamento di bestiame non autorizzato, il Brasile deve spostare il baricentro delle sue azioni repressive sul terreno economico e finanziario. Questa è la principale conclusione di uno studio recentemente pubblicato dall’Istituto Esfera, in concomitanza con la Cop30 che si terrà in Brasile.
Estensione degli Obblighi di Segnalazione al Coaf
Il rapporto sottolinea la necessità per il Brasile di ampliare l’elenco dei “soggetti obbligati” a segnalare operazioni sospette al Coaf (Consiglio statale per il controllo delle attività finanziarie). Attualmente, macelli e aziende esportatrici sono esclusi dal perimetro della legge antiriciclaggio brasiliana. L’inclusione di questi attori chiave è vista come un passo fondamentale per intercettare i flussi finanziari illeciti legati ai crimini ambientali.
Il Cuore dell’Economia Illegale nelle Catene di Fornitura
La ricerca evidenzia che il fulcro dell’economia illegale si cela lungo le complesse catene di fornitura. I controlli attuali, limitati all’analisi di clienti e transazioni, non sono sufficienti. Si propone quindi di estendere l’obbligo di “conoscere il cliente” all’intera filiera, implementando registri dettagliati delle operazioni e monitorando i fornitori dall’origine al prodotto finale. Questo approccio permetterebbe di tracciare e interrompere i percorsi finanziari che sostengono le attività illegali.
Complessità delle Strutture Criminali e Impatto Economico
Il modello di criminalità ambientale è caratterizzato da strutture commerciali complesse, capaci di sfruttare lacune normative e una vigilanza insufficiente nei primi anelli della catena di fornitura. L’impatto economico di questi crimini è enorme: il Banco Mondiale stima che i delitti ambientali generino a livello globale circa 1 trilione di dollari all’anno, diventando parte integrante di un sistema finanziario illecito transnazionale. Questo sottolinea l’urgenza di un’azione coordinata e di una maggiore cooperazione internazionale.
Progressi e Modelli di Regolamentazione
Lo studio riconosce alcuni progressi significativi, come la recente decisione della Corte suprema del Brasile che ha eliminato la presunzione di buona fede nell’acquisto di oro, e le nuove norme della Banca centrale che rafforzano i controlli già dalla prima vendita. Nel settore bovino, il programma “Boi na Linha” (“Bue in regola”), che obbliga i macelli a bloccare i fornitori sospettati di illegalità ambientale, è indicato come un modello di regolamentazione basata sulle filiere, da estendere ad altri settori.
Verso un Approccio Integrato e Sostenibile
La lotta ai crimini ambientali in Brasile richiede un approccio integrato che unisca il rafforzamento dei controlli economici e finanziari con politiche di sviluppo sostenibile. Estendere gli obblighi di segnalazione e monitoraggio alle filiere produttive è un passo cruciale, ma è altrettanto importante promuovere pratiche agricole e industriali rispettose dell’ambiente, incentivando la transizione verso un’economia più verde e resiliente.
