La decisione drastica dell’Apes
L’Associazione dei giornalisti di El Salvador (Apes), il principale sindacato della categoria nel Paese, ha annunciato la chiusura delle sue attività e la partenza per l’esilio. La decisione, definita “difficile” dall’Apes stessa, è stata presa in risposta alle “limitazioni e pressioni” derivanti dalle normative restrittive imposte dal governo di Nayib Bukele. L’associazione non ha specificato la destinazione del suo esilio, limitandosi a indicare un Paese della regione.
La Legge sugli agenti stranieri: la goccia che ha fatto traboccare il vaso
La decisione dell’Apes è stata innescata dall’approvazione della nuova Legge sugli agenti stranieri, che prevede un’imposta del 30% per ong e associazioni no-profit sui fondi o sulle donazioni provenienti dall’estero. Questa legge, voluta dal governo Bukele, ha reso insostenibile l’operatività dell’Apes, che dipendeva in gran parte da finanziamenti internazionali per i suoi progetti a sostegno del giornalismo indipendente. Già il mese scorso, l’Apes aveva sospeso l’attuazione di progetti finanziati con fondi di cooperazione internazionale e chiuso i suoi uffici, denunciando le “condizioni soffocanti, arbitrarie e illegali” imposte dalla nuova normativa.
Un esodo di giornalisti e il rischio di un blackout informativo
Secondo l’Apes, tra marzo e giugno 43 giornalisti salvadoregni sono fuggiti all’estero a causa delle crescenti restrizioni e minacce alla libertà di stampa. Questo esodo massiccio rischia di gettare El Salvador in un “blackout informativo”, privando la popolazione di un’informazione libera e indipendente. La chiusura dell’Apes e la fuga di giornalisti rappresentano un duro colpo per la democrazia e lo stato di diritto nel Paese.
Il contesto politico e la repressione della libertà di stampa
La decisione dell’Apes si inserisce in un contesto più ampio di crescente autoritarismo e repressione della libertà di stampa da parte del governo Bukele. Negli ultimi anni, il presidente salvadoregno è stato accusato di limitare l’accesso all’informazione, attaccare i media critici e promuovere una narrazione unica e controllata. La Legge sugli agenti stranieri è solo l’ultimo di una serie di provvedimenti volti a limitare l’operatività delle organizzazioni della società civile e dei media indipendenti.
Un campanello d’allarme per la democrazia
La chiusura dell’Apes e l’esilio dei giornalisti salvadoregni rappresentano un campanello d’allarme per la democrazia e la libertà di stampa non solo in El Salvador, ma in tutta la regione. La comunità internazionale deve prestare attenzione a quanto sta accadendo nel Paese e condannare fermamente qualsiasi tentativo di limitare la libertà di espressione e il diritto all’informazione. È fondamentale sostenere i giornalisti indipendenti e le organizzazioni della società civile che continuano a lottare per difendere la democrazia e lo stato di diritto in El Salvador.
