Forte Opposizione a Seafuture
Un nutrito gruppo di cittadini, composto principalmente da figure del mondo scolastico, ha consegnato all’Ufficio Scolastico Regionale della Spezia un documento significativo. L’appello, sottoscritto da circa 500 persone, esorta le istituzioni scolastiche locali a non prendere parte a iniziative collegate a Seafuture, la fiera dedicata al settore della Difesa che si terrà presso l’arsenale marittimo a partire dal 29 settembre. La richiesta nasce da preoccupazioni etiche e morali riguardo alla natura dell’evento.
Motivazioni dell’Appello
Marco Cataruzza, del comitato Riconvertiamo Seafuture, ha spiegato le ragioni dietro l’appello: “Le scuole credono di partecipare a progetti scientifico-tecnologici, e tali sono quelli proposti in effetti, ma l’origine di tutto ciò è una piattaforma di vendita d’armi con la presenza di delegazioni e marine militari di Paesi che violano pesantemente i diritti umani. Tra queste Libia, Egitto, l’Arabia Saudita e Israele, a cui l’invito non è mai stato revocato”. La critica principale è che, dietro la facciata di progetti scientifici, si cela una fiera che promuove il commercio di armi con nazioni controverse.
Il Ruolo dell’Industria della Difesa nell’Economia Locale
Il settore della Difesa gioca un ruolo cruciale nell’economia della provincia spezzina, con la presenza dell’arsenale marittimo, della base navale, degli enti della Marina Militare e delle industrie Fincantieri, Leonardo e Mbda, oltre al vasto indotto che ne deriva. Questa centralità economica rende la questione ancora più delicata e complessa.
Alternative e Coscienza Educativa
Mario Chilosi, docente di informatica all’istituto tecnico Capellini-Sauro, ha sottolineato l’importanza dell’educazione: “Non ci permettiamo di giudicare nessuno, ognuno nella propria coscienza ha diritto di esercitare il proprio lavoro come meglio crede. Io però come insegnante credo di avere il diritto di educare i miei studenti e far capire loro che ci sono delle alternative. Anche qui ci sono numerose aziende che con il settore militare non vogliono avere nulla a che fare. Lo scopo della scuola è far capire che anche qui si può fare altro”. L’obiettivo è sensibilizzare gli studenti sulle alternative professionali esistenti, che non implicano necessariamente il coinvolgimento nel settore militare.
Richiesta di Verifica e Coinvolgimento dei Genitori
Serena Tusini, dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università, ha evidenziato la necessità di trasparenza e coinvolgimento: “Chiederemo di verificare se sono stati svolti tutti i passaggi che la normativa impone alle scuole, visto anche la peculiarità del momento storico. Riteniamo che, vista la tipologia delle attività, in questo caso dovrebbe essere coinvolta anche tutta la componente genitori”. La richiesta è di accertarsi che tutte le procedure siano state seguite correttamente e che i genitori siano adeguatamente informati e coinvolti nelle decisioni.
Presidio Pomeridiano
Nel pomeriggio, era previsto un presidio per dare ulteriore risalto alla protesta e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione.
Un Dilemma Etico e Sociale
La vicenda di Seafuture a La Spezia solleva un dilemma complesso, che intreccia economia locale, etica, educazione e diritti umani. L’appello delle figure scolastiche mette in luce la responsabilità delle istituzioni educative nel formare cittadini consapevoli e capaci di scelte informate, in un contesto in cui il settore della difesa ha un peso significativo. La discussione aperta dalla comunità spezzina rappresenta un’opportunità per riflettere sul ruolo dell’industria bellica nella società contemporanea e sulle alternative possibili per un futuro più pacifico e sostenibile.
