La Contestazione al Rettore McCourt
Questa mattina, durante l’assemblea di dipartimento organizzata dall’Università di Macerata (Unimc) sulla questione palestinese, il collettivo studentesco Depangher ha contestato il rettore John McCourt. L’intervento iniziale del rettore è stato più volte interrotto dagli studenti, che hanno espresso il loro dissenso riguardo all’atteggiamento dell’ateneo nei confronti della situazione in Palestina.
Accuse di Ipocrisia e Collaborazioni Controversie
Il collettivo ha accusato l’università di aver mantenuto un atteggiamento ambiguo, caratterizzato da accordi mai recisi con istituzioni israeliane. Gli studenti hanno criticato la chiusura delle facoltà e la reazione considerata eccessiva contro gli studenti pro-Palestina durante la manifestazione del 21 novembre scorso. “Negli ultimi due anni, mentre in Palestina si resisteva sotto le bombe dell’esercito israeliano, l’università di Macerata ha continuato a collaborare con Israele attraverso progetti europei che non ha voluto mai recidere, ignorando le pressioni degli studenti e studentesse,” hanno dichiarato i membri del collettivo. Hanno poi aggiunto: “Siamo di fronte a un meccanismo ipocrita in cui l’università vuole ripulirsi la faccia oggi, per poi continuare a comportarsi come fatto finora domani”.
Critiche Specifiche e Richieste di Interruzione
Tra le questioni sollevate dal collettivo, spiccano l’invito a collaborare con un professore riservista dell’Idf (Forze di Difesa Israeliane), docente dell’università israeliana Ono Academic College, e l’invito, la scorsa settimana, a un’università israeliana nella facoltà di giurisprudenza. Gli studenti hanno espresso il loro scetticismo riguardo a una possibile presa di posizione dell’università, definendola “ridicola” date le circostanze. “Non crediamo che chi ancora collabora con le istituzioni accademiche coinvolte nel genocidio possa oggi parlare per Gaza,” hanno affermato con veemenza. Hanno inoltre sottolineato che la giornata non dovrebbe essere dedicata alla riflessione, ma piuttosto a uno sciopero per bloccare ogni forma di collaborazione. L’Unimc, secondo il collettivo, ha scelto di non aderire a questo invito.
Invito al Blocco del Porto di Ancona
In conclusione, il collettivo Depangher ha lanciato un appello a chiunque voglia agire a fianco del popolo palestinese, invitando a partecipare al blocco del porto di Ancona nel pomeriggio. Questa azione dimostrativa rappresenta un ulteriore tentativo di esercitare pressione sull’università e di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione palestinese.
Riflessioni sulla Contestazione e le Richieste del Collettivo
La contestazione del collettivo Depangher solleva interrogativi importanti sull’etica delle collaborazioni accademiche con istituzioni di paesi coinvolti in conflitti. La richiesta di interrompere ogni rapporto con le università israeliane riflette una crescente preoccupazione tra gli studenti riguardo al ruolo delle istituzioni accademiche nel sostenere, anche indirettamente, politiche controverse. È fondamentale che l’università di Macerata prenda sul serio queste preoccupazioni e avvii un dialogo aperto e trasparente con gli studenti per affrontare le questioni sollevate.
