Tancredi si difende: “Ho agito solo per il bene del Comune”
Giancarlo Tancredi, l’ex assessore alla Rigenerazione urbana di Milano coinvolto nell’indagine sull’urbanistica, sta preparando la sua difesa. Arrestato ai domiciliari, Tancredi si dichiara “tranquillo” e convinto di poter dimostrare la sua estraneità alle contestazioni. Secondo quanto riferito, l’ex assessore intende provare di aver agito esclusivamente nell’interesse del Comune e della collettività, e non per un tornaconto personale. Il suo legale, Giovanni Brambilla Pisoni, ha già depositato il ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere la revoca della misura cautelare.
Altri indagati impugnano il provvedimento
Oltre a Tancredi, anche altri indagati hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame. Tra questi figurano Giuseppe Marinoni e Alessandro Scandurra, rispettivamente presidente e componente della commissione paesaggio di Palazzo Marino, sciolta lo scorso aprile, e Andrea Bezziccheri, il patron di Bluestone, l’unico a essere stato incarcerato. Anche Manfredi Catella, il ceo di Coima a cui sono state revocate le deleghe, sta preparando la sua linea difensiva, mentre il ricorso di Federico Pella, ex manager di J+S, è atteso a breve. La decisione dei giudici del Riesame è prevista dopo ferragosto.
Il ruolo di Marinoni e la “cattura del regolatore”
Nel provvedimento del giudice Fiorentini emergono dettagli sul ruolo di Giuseppe Marinoni, presidente della commissione paesaggio. Secondo la Procura, Marinoni avrebbe sfruttato la sua posizione per portare avanti progetti urbanistici di suo interesse, omettendo di dichiararlo e conferendo loro una veste di ufficialità e di interesse pubblico. I magistrati ipotizzano un caso di “cattura del regolatore”, in cui attività di lobbying e fenomeni corruttivi si insinuano nelle decisioni politiche. Marinoni, grazie ai suoi contatti con la Regione e con l’assessore, avrebbe creato legami informali tra politici e imprese, alimentando una spirale di commistione tra lobbismo e corruzione.
Riflessioni sul caso urbanistica milanese
Il caso dell’urbanistica milanese solleva interrogativi importanti sulla trasparenza e l’integrità delle decisioni pubbliche. La commistione tra interessi privati e pubblici, la “cattura del regolatore” e la creazione di legami informali tra politici e imprese rappresentano rischi concreti per la corretta gestione del territorio e per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. È fondamentale che la magistratura faccia piena luce sulla vicenda e che vengano adottate misure per prevenire simili situazioni in futuro, garantendo la trasparenza dei processi decisionali e la partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche.
