Aperto il processo a Sassari: imputati per l’uso illecito di fondi diocesani
Si è aperto in Tribunale a Sassari il processo che vede imputati Tonino Becciu, fratello del cardinale Angelo Becciu, il vescovo di Ozieri, Corrado Melis, e altre sette persone, accusati di aver utilizzato a fini privati oltre 2 milioni di euro provenienti dall’8xmille e da fondi vaticani destinati alla diocesi di Ozieri. Nessuno degli imputati era presente in aula.
La difesa punta in alto: Mantovano e Coppola tra i testimoni citati
La strategia difensiva, orchestrata dagli avvocati Ivano Iai e Antonello Patanè, ha sorpreso tutti con la citazione come testimoni di Alfredo Mantovano, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, e Raffaele Coppola, noto giurista ed ex promotore di giustizia della Corte d’appello della Città del Vaticano. Coppola, attualmente avvocato della Curia romana, del Tribunale apostolico della Rota e della Santa Sede, rappresenta una figura chiave per comprendere le dinamiche interne alla gestione dei fondi ecclesiastici.
Una mossa strategica per contestare l’ingerenza italiana
La citazione di Mantovano e Coppola sembra una mossa provocatoria volta a rafforzare le tesi difensive. Gli avvocati degli imputati, fin dall’inizio dell’inchiesta, hanno denunciato quella che definiscono “l’irrituale ingerenza dell’autorità italiana quanto alla gestione dei fondi dell’8 per mille”. Secondo la difesa, il controllo di tali fondi spetterebbe esclusivamente alla Cei, nel rispetto dell’articolo 7 della Costituzione e del Concordato, escludendo quindi qualsiasi competenza di soggetti esterni al governo degli affari della Chiesa cattolica.
Il processo entra nel vivo: prossima udienza a settembre
Il collegio dei giudici, presieduto da Giancosimo Mura, ha chiesto alle parti di ridurre le liste dei testi proposti, che comprendevano quasi cento persone. La prossima udienza è stata fissata al 17 settembre, data in cui verranno esaminati i primi tre testimoni indicati dal pubblico ministero Gianni Caria, ovvero tre militari della Guardia di finanza che hanno condotto le indagini.
Le accuse: peculato, riciclaggio e false dichiarazioni
Sei degli imputati – Tonino Becciu, il vescovo di Ozieri Corrado Melis, il direttore della Caritas don Mario Curzu, il parroco di San Nicola ed economo della Diocesi don Francesco Ledda, Giovanna Pani e Maria Luisa Zambrano – sono accusati di peculato e riciclaggio. Gli altri tre – il parroco di San Francesco don Roberto Arcadu, Franco Demontis e Luca Saba – dovranno rispondere dei reati di false dichiarazioni al pubblico ministero e favoreggiamento.
Il legame con il processo vaticano al cardinale Becciu
L’inchiesta aperta a Sassari è strettamente legata al processo del Tribunale vaticano, conclusosi nel dicembre 2023 con la condanna a cinque anni e sei mesi del cardinale Angelo Becciu per la gestione dei fondi della Segreteria di Stato e per la controversa compravendita del palazzo di Londra. Le motivazioni di quella sentenza hanno posto l’accento sui fondi destinati alla cooperativa Spes della diocesi di Ozieri, pur se formalmente destinati a opere di beneficenza.
Implicazioni e prospettive future del processo
Il processo di Sassari solleva interrogativi cruciali sulla gestione dei fondi ecclesiastici e sui confini tra Stato e Chiesa. La citazione di figure di alto profilo come Mantovano e Coppola indica una volontà di portare il dibattito su un piano più ampio, mettendo in discussione le procedure e le competenze in materia di controllo finanziario. Sarà interessante osservare come si evolverà il processo e quali saranno le testimonianze chiave che emergeranno nelle prossime udienze, in particolare quelle dei testimoni eccellenti chiamati in causa dalla difesa.
