Stabilità e Concentrazione della Proprietà
Il quadro degli assetti proprietari delle società italiane quotate in Borsa si conferma “abbastanza stabile nel tempo”, caratterizzato da una “elevata concentrazione dei proprietari”. Secondo quanto illustrato da Federico Picco, responsabile dell’ufficio studi della Consob, la quota del primo azionista si attesta in media intorno al 48%, un valore leggermente inferiore rispetto al 2023 ma in lieve aumento rispetto al 2011, quando era pari a circa il 46%. Questi dati emergono dal rapporto sulla Corporate governance delle società quotate, presentato durante un convegno organizzato a Roma dalla Commissione nazionale per le società e la borsa.
Il Ruolo Dominante delle Famiglie
Un altro aspetto rilevante evidenziato dal rapporto è il ruolo preponderante delle famiglie, che continuano a essere gli azionisti di riferimento della maggior parte delle società quotate. Nello specifico, il 60% delle aziende è controllato da nuclei familiari, confermando una tendenza radicata nel tessuto economico italiano. Questa concentrazione del potere decisionale solleva interrogativi sulla diversificazione degli investimenti e sulla governance aziendale.
Panoramica del Mercato Azionario Italiano
A fine 2024, il mercato principale regolamentato italiano, Euronext Milan (EXM), contava 196 società italiane con azioni ordinarie quotate, per una capitalizzazione di mercato complessiva superiore a 644 miliardi di euro. Questo dato fornisce un’idea della dimensione e dell’importanza del mercato azionario italiano nel contesto europeo.
Aumento degli Investitori Istituzionali
Si registra un lieve aumento delle società partecipate da almeno un investitore istituzionale, passate da 51 nel 2023 a 53 nel 2024. Questo incremento, seppur modesto, rappresenta “un’inversione rispetto al trend di riduzione” osservato tra il 2019 e il 2023. Secondo Picco, questo cambiamento è “tutto attribuibile al ruolo di investitori istituzionali esteri”, la cui presenza è aumentata significativamente dal 13,8% del 2011 al 21,5% nel 2024, in termini di numero di società partecipate.
Differenze tra Investitori Domestici ed Esteri
Il rapporto Consob mette in luce una differenza di approccio tra investitori domestici ed esteri. I primi tendono a privilegiare investimenti in piccole e medie imprese (PMI) nel 75% dei casi, mentre gli investitori esteri mostrano un interesse più ampio per le società quotate di diverse dimensioni. Questa distinzione può riflettere diverse strategie di investimento e una differente percezione del rischio e del potenziale di crescita delle aziende italiane.
Implicazioni della Concentrazione Proprietaria
La persistente concentrazione della proprietà nelle mani di pochi azionisti, in particolare delle famiglie, solleva importanti questioni sulla governance delle società quotate italiane. Se da un lato questa struttura può garantire stabilità e una visione a lungo termine, dall’altro potrebbe limitare la diversificazione degli investimenti e l’adozione di pratiche di gestione più innovative. L’aumento degli investitori istituzionali esteri rappresenta un segnale positivo, in quanto può contribuire a una maggiore trasparenza e a una migliore allocazione del capitale.
