Reazione Contenuta dei Mercati del Golfo
I mercati del Golfo, aperti di domenica, hanno mostrato una reazione sorprendentemente calma all’attacco statunitense ai siti nucleari iraniani. Gli indici di riferimento di Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e Oman hanno registrato sedute in leggero rialzo, senza scossoni significativi. Questa stabilità iniziale suggerisce una certa fiducia nella capacità di contenere le conseguenze immediate dell’attacco.
Performance Positive per le Borse di Israele ed Egitto
In contrasto con la cautela dei mercati del Golfo, la Borsa israeliana ha toccato i massimi storici, mentre quella egiziana ha registrato un rialzo di oltre il 2%. Queste performance positive potrebbero riflettere una percezione di maggiore stabilità regionale o benefici economici derivanti dalla situazione geopolitica attuale.
Petrolio e Gas Sotto Osservazione
La riapertura dei mercati asiatici e occidentali porterà l’attenzione sui prezzi del petrolio e del gas. Le previsioni attuali indicano un rialzo contenuto del petrolio, tra i 2 e i 5 dollari al barile, con un possibile assestamento successivo. Tuttavia, reazioni iraniane potrebbero innescare un’impennata dei prezzi, con le banche d’affari che prevedono potenziali superamenti dei 100 dollari al barile.
Scenario Estremo: Chiusura dello Stretto di Hormuz
Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, considera improbabile la chiusura dello stretto di Hormuz, minacciata dal Parlamento iraniano. Tuttavia, in questo scenario estremo, i prezzi del petrolio potrebbero salire fino a 200 dollari al barile. Tabarelli sottolinea che, nonostante le minacce ricorrenti, lo stretto di Hormuz è sempre rimasto aperto.
Gas: Mercato Europeo Ancora Vulnerabile
A differenza del petrolio, il mercato del gas europeo rimane vulnerabile a causa della dipendenza dalle forniture russe. Nonostante gli sforzi di diversificazione, il mercato è ancora “più tirato”. Si prevede un aumento del prezzo del gas ad Amsterdam, da circa 40 euro a MWh a 45-50 euro questa settimana.
Criptovalute in Difficoltà
Le criptovalute sono state tra le più colpite dall’escalation militare. Il Bitcoin è sceso sotto i 100.000 dollari, con un calo di quasi il 4%. Il Dogecoin ha subito un ribasso di oltre il 7%, mentre l’Ethereum ha perso il 10%, arrivando a 2.180 dollari. L’intero mercato cripto ha perso oltre il 4% nel corso della giornata.
Valutazioni e Prospettive Future
La reazione dei mercati finanziari all’attacco statunitense in Iran è stata finora contenuta, ma la situazione rimane volatile. L’attenzione si concentra ora sulle possibili reazioni iraniane e sull’impatto sui prezzi del petrolio e del gas. La stabilità dei mercati dipenderà dalla capacità di evitare un’escalation del conflitto e di garantire la continuità delle forniture energetiche. Le criptovalute, considerate un bene rifugio alternativo, hanno subito un calo, suggerendo una maggiore avversione al rischio da parte degli investitori.
