Un omaggio a Boris Vian nell’anniversario della sua morte
Il 25 giugno, in concomitanza con l’anniversario della scomparsa di Boris Vian, la casa editrice Marcos y Marcos porta in libreria ‘Formiche’, una raccolta di undici racconti che testimoniano l’eclettismo e l’originalità di uno degli autori più iconici del Novecento francese. Vian, scomparso prematuramente il 23 giugno 1959 a soli 39 anni, è stato scrittore, jazzista, cantautore e drammaturgo, lasciando un’impronta indelebile nel panorama culturale del suo tempo.
‘Formiche’: un caleidoscopio di storie ‘totalmente reali perché inventate da capo a piedi’
I racconti contenuti in ‘Formiche’, tradotti da Giulia Colace e Olga Parano con una copertina illustrata da Roberto Recchioni, offrono uno spaccato dell’universo vianiano, fatto di storie “totalmente reali perché inventate da capo a piedi”, come amava definirle lo stesso autore. In questi scritti, Vian affronta temi universali come la guerra, l’amore e la vita, con uno stile unico, caratterizzato da tenerezza, follia e un sarcasmo che cela l’amarezza di chi osserva una società e un’epoca con cui non si identifica.
Un viaggio tra i personaggi e le atmosfere di Vian
Nei racconti di ‘Formiche’, il lettore incontra personaggi indimenticabili e si immerge in atmosfere surreali e oniriche. Vian racconta di notti trascorse a covare mine dopo una cena a base di zuppa di mostrine, di discussioni filosofiche risolte a colpi di accordi di quinta aumentata, di ragazze tahitiane con i seni scoperti e i canti ammalianti, di idraulici malvagi e di amplessi consumati in camere volanti con vista su ogni luogo. Il tutto, con una prosa pirotecnica e un linguaggio ricco di immagini evocative.
La poliedrica figura di Boris Vian: tra musica, letteratura e scandalo
La vita di Boris Vian è stata un susseguirsi di esperienze e passioni. Cresciuto in una famiglia dove musica e letteratura erano di casa, Vian si avvicina fin da bambino alla musica, componendo le prime canzonette e suonando la tromba in un complessino con fratelli e amici. A diciannove anni, si trasferisce nella Parigi degli anni Cinquanta, dove apre un locale che diventa punto di riferimento per artisti e intellettuali dell’epoca. Parallelamente all’attività musicale, Vian si dedica alla scrittura, traducendo autori come Chandler e Strindberg, componendo canzoni e pièce teatrali, e scrivendo articoli di jazz, teatro e varietà. Nonostante la laurea in ingegneria cartaria e il matrimonio, Vian continua a coltivare la sua passione per la scrittura, pubblicando romanzi come ‘Lo strappacuore’, ‘La schiuma dei giorni’ e ‘Autunno a Pechino’, che però non riscuotono il successo sperato. La fama e lo scandalo arrivano con ‘Sputerò sulle vostre tombe’, un romanzo pulp a sfondo erotico scritto sotto pseudonimo, che diventa un caso letterario e cinematografico. Negli anni successivi, anche ‘La schiuma dei giorni’ viene adattato per il cinema, consacrando definitivamente il talento di Vian.
L’eredità di un genio incompreso
La pubblicazione di ‘Formiche’ rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire la genialità di Boris Vian, un autore che ha saputo anticipare i tempi con la sua scrittura irriverente e anticonformista. Nonostante il successo postumo, Vian rimane una figura complessa e sfuggente, un artista poliedrico che ha saputo spaziare tra diversi linguaggi espressivi, lasciando un’impronta indelebile nella cultura del Novecento.
