Reazione dei mercati europei alle dichiarazioni di Trump

Le borse europee hanno reagito negativamente alle minacce del presidente americano Donald Trump di imporre dazi unilaterali entro due settimane ai paesi con cui non verranno raggiunti accordi commerciali. Questa dichiarazione ha scatenato un’ondata di vendite, con Francoforte che cede l’1,2%, Milano l’1%, Parigi lo 0,8% e Londra lo 0,1%. I future su Wall Street hanno ampliato i ribassi, con l’S&P 500 in calo dello 0,5% e il Nasdaq dello 0,6%.

Debolezza del dollaro e rifugio nell’oro

Il dollaro ha subito un forte deprezzamento, scivolando ai minimi dal novembre 2021 sull’euro, con un tasso di cambio di 1,154. L’avversione al rischio ha favorito l’oro, considerato un bene rifugio, con un rialzo dello 0,8% a 3.359 dollari l’oncia. Anche i titoli di Stato hanno beneficiato di questa situazione, con rendimenti in calo.

Andamento dei titoli di Stato italiani

I rendimenti dei Btp sono scesi di 3 punti base, attestandosi al 3,41%, mentre lo spread con la Germania si è allargato di un punto base, raggiungendo quota 92. Questo indica una maggiore incertezza percepita dagli investitori riguardo al debito pubblico italiano.

Performance del listino milanese

Sul listino milanese, i titoli più esposti all’export hanno subito le perdite maggiori. Stm ha registrato un calo del 3,2%, Stellantis del 2,7%, Ferrari del 2,6%, Cucinelli del 2,6%, Moncler del 2,3%, Prysmian del 2,2% e Buzzi del 2,1%. Anche il settore bancario è stato colpito, con Mediobanca e Mps in calo dell’1,2%, così come le assicurazioni con Generali (-1,3%) e Unipol (-1,2%). In controtendenza, i titoli petroliferi e le utility hanno mostrato una maggiore resilienza, con Eni (+1,6%), Hera (+0,5%) e Snam (+0,4%).

Mercato energetico: petrolio in ritracciamento

Il petrolio ha subito un ritracciamento (-1,1%) dopo i rialzi delle ultime sedute, innescati dalle tensioni geopolitiche. Il Wti è sceso a 67,4 dollari, mentre il Brent si è attestato a 68,95 dollari.

Implicazioni delle politiche commerciali di Trump sull’economia globale

Le minacce di nuovi dazi da parte di Trump rappresentano un rischio significativo per l’economia globale, in particolare per i paesi fortemente dipendenti dall’export. L’incertezza generata da queste politiche commerciali può frenare gli investimenti e la crescita economica, con conseguenze negative per le imprese e i consumatori. È fondamentale monitorare attentamente gli sviluppi futuri e valutare le possibili contromisure per proteggere gli interessi nazionali.

Di atlante

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