Il Riesame dice no agli arresti domiciliari per il sindaco Naso

Il Tribunale del riesame di Catania ha rigettato la richiesta di custodia cautelare agli arresti domiciliari avanzata dalla Procura per il sindaco di Paternò, Antonino Naso, noto come Nino Naso. Il primo cittadino è indagato per voto di scambio politico-mafioso nell’ambito dell’inchiesta ‘Athena’, che coinvolge il clan Morabito-Rapisarda.

La Cassazione aveva annullato un precedente rigetto

La decisione del Tribunale del riesame giunge dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio una precedente pronuncia dello stesso tribunale, che aveva anch’essa rigettato l’analoga richiesta della Procura. Questo nuovo sviluppo lascia dunque Naso in libertà, in attesa del processo.

Naso chiede il processo immediato

Nino Naso, assistito dagli avvocati Maria Licata e Vincenzo Maiello, ha optato per la richiesta di essere giudicato con il processo immediato. La prima udienza è stata fissata per il mese di settembre, segnando un’accelerazione nel percorso giudiziario del caso.

In corso ispezione al Comune di Paternò

A seguito delle indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catania, la prefettura ha disposto un accesso ispettivo al Comune di Paternò. L’obiettivo è verificare la presenza di eventuali infiltrazioni mafiose all’interno dell’amministrazione comunale, un passo significativo per valutare l’integrità dell’ente locale.

L’inchiesta ‘Athena’ e gli interessi del clan Morabito

L’inchiesta ‘Athena’, condotta dai carabinieri della compagnia di Paternò, ha fatto emergere presunti interessi illeciti del clan Morabito nelle aste giudiziarie di immobili nelle province di Catania e Siracusa. Le indagini puntano a far luce su un sistema che vedrebbe la criminalità organizzata influenzare le procedure di vendita all’asta per acquisire beni immobili a prezzi vantaggiosi.

Un quadro complesso e in evoluzione

La vicenda giudiziaria che coinvolge il sindaco Naso è complessa e in continua evoluzione. Il rigetto della custodia cautelare non implica una sua assoluzione, ma solo una diversa valutazione delle esigenze cautelari. L’ispezione al Comune, inoltre, evidenzia la necessità di vigilare attentamente sulla presenza di infiltrazioni mafiose negli enti locali, un tema cruciale per la legalità e la trasparenza delle istituzioni.

Di veritas

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