Piazza Affari vola, Stellantis e Mediobanca guidano la crescita
Piazza Affari si distingue nel panorama europeo, superando la soglia dei 40.000 punti e raggiungendo i massimi dal 2007. A trainare la crescita sono in particolare Stellantis (+7,18%) e Mediobanca (+6,13%), quest’ultima sostenuta da rinnovati acquisti. Il settore dei semiconduttori beneficia in modo significativo della tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina, con Stm che registra un aumento del 6%. Anche Unicredit, dopo i risultati record, cresce del 4%.
Settore difesa in calo, utilities arretrano
Le speranze di una tregua nel conflitto ucraino pesano sui titoli del settore difesa, con Leonardo che cede il 4,5%. Anche le utilities, come Terna (-3%) e Snam (-2,6%), mostrano un andamento negativo. Questi settori, considerati tradizionalmente difensivi, risentono della maggiore propensione al rischio degli investitori, attratti da asset più dinamici in un contesto di miglioramento delle prospettive economiche globali.
Londra e Parigi in rialzo, Francoforte più cauta
La Borsa di Londra (+1,8%) mostra un andamento positivo, nonostante le vendite su AstraZeneca (-3%), influenzata dall’annuncio di Trump sui tagli dei prezzi dei medicinali negli Stati Uniti. Parigi (+1,34%) si conferma ben intonata, mentre Francoforte (+0,89%) mostra maggiore cautela. In Germania, Prosieben spicca con un balzo del 19,9%, superando il prezzo della controfferta di Ppf.
Dollaro in rialzo, euro in calo
La svolta sui dazi ha determinato un apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro, che ha ceduto l’1,5% a 1,1084 dollari, registrando la sua peggiore giornata dell’anno. La moneta unica, considerata finora un rifugio sicuro, ha subito un calo a seguito del miglioramento del sentiment nei confronti degli asset statunitensi. Anche i Treasuries americani hanno perso valore, con conseguente aumento dei rendimenti, a causa del venir meno delle attese di un taglio dei tassi da parte della Fed.
Materie prime in ripresa, oro in calo
Il petrolio recupera terreno, con un aumento del 3% a 62,8 dollari al barile, così come il gas (+2,2%) e i metalli come il rame (+1,4%). Anche le materie prime agricole beneficiano dell’allontanarsi dei timori di recessione. L’oro, bene rifugio per eccellenza, registra invece un calo, a conferma di un rinnovato ottimismo sui mercati finanziari.
Un’inversione di tendenza promettente
La tregua sui dazi tra Stati Uniti e Cina rappresenta un segnale positivo per l’economia globale, che potrebbe favorire una ripresa degli scambi commerciali e degli investimenti. Tuttavia, è importante monitorare attentamente l’evoluzione della situazione, in quanto le tensioni geopolitiche e le incertezze economiche restano elevate. La reazione dei mercati finanziari, pur positiva, potrebbe essere eccessiva, e una correzione nel breve termine non è da escludere. Sarà fondamentale valutare la solidità della ripresa e la capacità delle aziende di tradurre il miglioramento del contesto macroeconomico in risultati concreti.
