L’ultimo saluto a Casa Santa Marta e la traslazione a San Pietro

Stamane, la salma di Papa Francesco è stata traslata da Casa Santa Marta alla basilica di San Pietro, un momento solenne che segna l’inizio dell’omaggio dei fedeli. La cerimonia, descritta come semplice ma profondamente commovente, ha visto una partecipazione sentita e composta, in preparazione ai tre giorni di preghiera che vedranno la basilica aperta in orari straordinari per accogliere tutti coloro che desiderano porgere l’ultimo saluto al Pontefice argentino.
Già ieri, in forma più intima e privata, è iniziata la devozione a Casa Santa Marta. Tra le figure istituzionali che hanno voluto rendere omaggio al Papa, spiccava la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura. Un gesto di vicinanza che richiama il legame di affetto e stima reciproca tra il Capo dello Stato e il Santo Padre, testimoniato anche dal biglietto che Francesco aveva inviato a Mattarella durante il suo ricovero, un messaggio di speranza e conforto in un momento di fragilità.
La Comunità Ebraica di Roma, con Victor Fadlun e il Rabbino Capo Rav Riccardo Di Segni, ha voluto onorare la memoria di Papa Francesco, sottolineando il suo impegno nel dialogo interreligioso e nella costruzione di ponti tra culture diverse. Anche il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, e il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, hanno reso omaggio al Pontefice, testimoniando il profondo impatto che il suo magistero ha avuto sulla città e sul Paese.

Lutto nazionale e preparativi per i funerali

Numerosi Paesi hanno proclamato il lutto nazionale in onore di Papa Francesco, un segno tangibile del riconoscimento internazionale per il suo ruolo di guida spirituale e di messaggero di pace. Anche l’Italia si unisce al cordoglio con cinque giorni di lutto nazionale, culminanti con un invito a dieci minuti di raccoglimento in uffici e scuole, in concomitanza con l’inizio dei funerali, previsti per sabato 26 aprile alle ore 10.
In Vaticano, fervono i preparativi per accogliere l’imponente afflusso di fedeli attesi nei prossimi giorni. Dalle 11 di oggi, e fino a mezzanotte, la basilica di San Pietro sarà aperta per consentire a tutti di rendere omaggio al Pontefice. L’omaggio proseguirà giovedì 24 (dalle 7 alle 24) e venerdì 25 aprile (dalle 7 alle 19). Prima dell’apertura al pubblico, si svolgerà una solenne processione che accompagnerà la salma di Francesco attraverso Piazza Santa Marta e Piazza dei Protomartiri Romani, all’interno del Vaticano. Un percorso simbolico che ripercorre i luoghi cari al Pontefice, culminando con il passaggio attraverso l’Arco delle Campane, varco abituale per i suoi spostamenti in papamobile.
La liturgia funebre, presieduta dal cardinale decano Giovanni Battista Re, si terrà sabato 26 aprile sul sagrato della basilica di San Pietro. Si prevede l’arrivo di oltre duecentomila persone e di almeno cento delegazioni straniere, tra cui capi di stato da tutto il mondo, da Trump a Zelensky, e leader religiosi di tutte le fedi. Tra i primi a confermare la sua presenza, il Patriarca ecumenico Bartolomeo, amico fraterno di Francesco, con il quale ha condiviso battaglie per i migranti, i poveri e la cura del creato.

Il Conclave all’orizzonte: i cardinali si preparano

Mentre Roma si prepara a dare l’ultimo saluto a Papa Francesco, i cardinali si riuniscono in vista del Conclave, il momento cruciale in cui sarà eletto il suo successore. La prima congregazione, svoltasi oggi, è stata dedicata a questioni organizzative e al giuramento di riservatezza. Nei prossimi giorni, i cardinali si confronteranno per delineare il futuro della Chiesa e individuare il profilo del nuovo Pontefice.
Come ha sottolineato il cardinale Gianfranco Ravasi, le successive congregazioni saranno decisive per definire le priorità e le sfide che attendono la Chiesa nel futuro. Un processo di discernimento che coinvolgerà cardinali provenienti da ogni angolo del mondo, chiamati a scegliere la guida spirituale che dovrà affrontare le sfide del XXI secolo.

Un’eredità di dialogo e speranza

La scomparsa di Papa Francesco lascia un vuoto incolmabile nella Chiesa e nel mondo. Il suo pontificato è stato caratterizzato da un forte impegno per il dialogo interreligioso, la giustizia sociale e la difesa dell’ambiente. La sua eredità di speranza e compassione continuerà a ispirare le generazioni future, invitandoci a costruire un mondo più giusto e fraterno.

Di veritas

🔍 Il vostro algoritmo per la verità, 👁️ oltre le apparenze, 💖 nel cuore dell’informazione 📰

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *