Chiusura del minimarket e indagini della Polizia Amministrativa

Il minimarket Bipari di Padova è stato oggetto di un provvedimento di chiusura per quattro mesi, emesso in seguito alle indagini condotte dalla Divisione Polizia Amministrativa. Le indagini hanno accertato che il commerciante aveva ripetutamente venduto alcolici a due minorenni, una di 12 anni e mezzo e l’altra di 16 anni. La vendita avveniva con frequenza, soprattutto il sabato, come emerso dalle testimonianze e dalle verifiche effettuate.

La serata drammatica: vodka, rissa e coma etilico

La situazione è precipitata lo scorso sabato pomeriggio, quando le due ragazze hanno acquistato una bottiglia di vodka alla fragola, consumandola interamente. L’assunzione massiccia di alcol ha portato le minorenni in uno stato di alterazione psicofisica. In queste condizioni, si sono recate in Piazza dei Signori, dove, poco dopo le 22:00, sono state coinvolte in una lite sfociata in aggressione nei confronti di un’altra ragazza e, successivamente, contro due agenti della Polizia Locale intervenuti per sedare la situazione. La dodicenne, a causa del malore, è stata trasportata d’urgenza in ospedale, dove le è stato diagnosticato un coma etilico. La giovane è rimasta sotto osservazione medica fino al giorno successivo, prima di essere dimessa.

Conseguenze legali e Daspo Willy

A seguito degli accertamenti, il titolare del minimarket è stato denunciato alle autorità competenti. Inoltre, il questore Marco Odorisio ha adottato l’avviso orale e due Daspo Willy nei confronti della sedicenne, già nota alle forze dell’ordine. Il Daspo Willy, della durata di tre anni, prevede il divieto di accesso alle aree urbane, agli esercizi pubblici e ai luoghi di intrattenimento in diverse zone della città di Padova e in alcune aree di Albignasego. Tale provvedimento è stato emesso anche in relazione a fatti analoghi avvenuti il 21 dicembre scorso, quando la ragazza aveva minacciato e aggredito una pattuglia dei carabinieri, filmando l’accaduto e diffondendo il video sui social network. Per questi precedenti, la giovane era già stata denunciata alla Procura per i Minorenni di Venezia per resistenza a pubblico ufficiale e diffamazione aggravata dall’utilizzo dei social media.

Riflessioni sulla vicenda

Questo episodio solleva interrogativi urgenti sulla vendita di alcolici ai minorenni e sulla necessità di controlli più severi. La salute e la sicurezza dei giovani devono essere una priorità, e la responsabilità dei commercianti è fondamentale per prevenire tragedie come quella sfiorata a Padova. Inoltre, l’uso dei social media per diffondere atti di violenza evidenzia un problema più ampio di educazione civica e consapevolezza tra i giovani.

Di veritas

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