Il ritorno di Tusk e la missione della Polonia
Donald Tusk torna alla guida dell’Unione Europea per un semestre, assumendo la presidenza di turno a partire dal primo gennaio. La sua missione è tripla: far dimenticare il burrascoso semestre di Viktor Orban, riaffermare il sostegno a Kiev in vista dell’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca, e posizionarsi come baluardo contro il sovranismo in crescita in Europa.
La Polonia, sotto la guida di Tusk, punta a mettere l’Est al centro della scena e a dare priorità assoluta alla sicurezza. Il semestre sarà segnato anche dalla campagna elettorale interna, con la Polonia che si prepara a eleggere il suo nuovo presidente a maggio. Tusk, puntando sul sindaco di Varsavia, Rafal Trzaskowski, cercherà di conquistare anche lo scranno presidenziale.
L’agenda di Tusk: sicurezza e competitività
Il 9 e 10 gennaio, la squadra dei commissari Ue guidata da Ursula von der Leyen si riunirà a Danzica per dare ufficialmente il via ai lavori del semestre polacco. Un appuntamento cruciale per fare il punto sul primo grande documento della Commissione in arrivo a gennaio: la bussola per la competitività che porta il marchio di Mario Draghi.
Il testo, stando alla prima bozza di agenda, arriverà già il 15 gennaio. Da quei precetti per rilanciare la corsa del continente a Stati Uniti e Cina anche Varsavia prenderà spunto, declinandoli nelle sue grandi priorità: la sicurezza militare, interna, economica ed energetica.
Focus sull’Ucraina e sulla sicurezza interna
Il primo sguardo securitario è puntato all’Ucraina. Varsavia, già impegnata in una forte spesa militare nazionale, punta a raggiungere il 4,7% del Pil nel 2025, lanciando la volata all’Europa intera verso i nuovi obiettivi Nato. I legami con Washington resteranno saldi, ma la sicurezza riguarda anche i confini interni dell’Europa, dove Schengen vacilla.
La reintroduzione dei controlli alle frontiere e le crescenti tensioni sulla gestione dei migranti rendono urgente una risposta comunitaria. I Paesi membri attendono già a marzo la prima direttiva Ue sui rimpatri. L’intesa tra i Ventisette non sembra a rischio, ma a decretarne il successo potrebbe essere un asse emergente tra Tusk e Meloni.
Un semestre cruciale per l’Europa
Il semestre polacco si presenta come un momento cruciale per l’Unione Europea. La presidenza di Tusk, con il suo focus sulla sicurezza e sul sostegno all’Ucraina, potrebbe segnare un cambio di passo nell’agenda europea. Sarà interessante vedere come Tusk riuscirà a gestire le diverse sfide che si presenteranno, tra cui la crescente tensione tra Est e Ovest, la crisi migratoria e la competizione con gli Stati Uniti e la Cina.
