Kiev smentisce trattative su una tregua natalizia
La presidenza ucraina ha smentito le voci di un possibile accordo con Viktor Orban su una tregua natalizia. Secondo la presidenza, Kiev non ha discusso con il premier ungherese di questa ipotesi. La smentita arriva dopo che Orban ha accusato Zelensky di aver respinto la proposta di una tregua natalizia e uno scambio di prigionieri su vasta scala.
Orban e Putin discutono di una possibile trattativa
Quasi un mese dopo Olaf Scholz, anche Viktor Orban ha chiamato il Cremlino per parlare con Vladimir Putin di una possibile trattativa sull’Ucraina. Come era avvenuto al cancelliere tedesco, il premier ungherese è stato fatto oggetto degli strali di un infuriato Volodymyr Zelensky, che ha ironicamente auspicato che Orban non chiami anche Assad a Mosca per ascoltare le sue “lezioni lunghe un’ora”. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha negato che Orban abbia riferito messaggi da parte di Trump. E la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha affermato che Mosca non ha ancora ricevuto dal tycoon o dal suo team “alcuna proposta o idea concreta” su come mettere fine al conflitto.
Tensioni sul campo: nuovi attacchi missilistici e accuse reciproche
Le tensioni sul terreno segnano una nuova fiammata, con Mosca che accusa Kiev di aver lanciato altri sei missili americani a medio raggio Atacms prendendo di mira un aeroporto militare a Taganrog, sul Mar d’Azov, nella regione russa frontaliera di Rostov. Il ministero della Difesa russo ha affermato che due dei missili sono stati abbattuti e quattro sono stati deviati dalle difese elettroniche. La stessa fonte ha affermato che non sono state distrutte infrastrutture dell’aeroporto, ma “a seguito della caduta di frammenti dei missili” vi sono stati “feriti tra il personale” e diversi veicoli sono stati danneggiati. Il nuovo attacco “non rimarrà senza risposta”, ha avvertito Mosca. Mentre due funzionari statunitensi hanno detto all’agenzia Afp che le forze russe si preparavano già a lanciare un altro missile balistico ipersonico a medio raggio Oreshnik, come quello impiegato in una rappresaglia in novembre per colpire un complesso industriale vicino alla città di Dnipro.
Orban e Trump discutono di un cessate il fuoco
La telefonata di Orban a Putin è avvenuta dopo che il primo ministro ungherese ha parlato martedì con Donald Trump nella residenza di quest’ultimo a Mar-a-Lago in Florida. Orban vanta buoni rapporti sia con il presidente russo, che ha incontrato di persona nel luglio scorso a Mosca, sia con quello eletto americano, che nei giorni scorsi aveva invocato un “cessate il fuoco immediato” in Ucraina. “Stiamo compiendo ogni passo diplomatico possibile per sostenere il cessate il fuoco e i colloqui di pace”, ha affermato Orban. Putin, ha invece fatto sapere il suo servizio stampa, ha condannato quella che ha definito “la linea distruttiva del regime di Kiev, che esclude ancora la possibilità di una soluzione pacifica del conflitto”. I due capi di governo, ha aggiunto il Cremlino, hanno parlato anche di cooperazione economica bilaterale, in particolare di “progetti reciprocamente vantaggiosi nel settore energetico”. Budapest continua infatti ad importare circa i due terzi del suo fabbisogno di gas dalla Russia.
Zelensky accusa Orban di promuovere la propria immagine
“Nessuno dovrebbe promuovere la propria immagine a spese dell’unità” dell’Europa, ha reagito Zelensky, secondo il quale “non si può discutere della guerra della Russia contro l’Ucraina, senza l’Ucraina”. A queste accuse Orban ha risposto sostenendo che Kiev ha respinto la proposta di “un cessate il fuoco a Natale e uno scambio di prigionieri su larga scala” che l’Ungheria aveva avanzato a conclusione della sua presidenza di turno dell’Ue. “E’ triste che il presidente Zelensky abbia chiaramente respinto ed escluso questa possibilità oggi”, ha insistito il premier ungherese.
Scontri sul campo e bombardamenti su Zaporizhzhia
Sul terreno, le forze armate russe hanno rivendicato la liberazione di due importanti villaggi, quelli di Darino e Plekhovo, nella regione di Kursk, dove dall’agosto scorso è in atto un’invasione delle truppe di Kiev. Mentre i servizi d’emergenza ucraini hanno detto che è salito a otto il numero dei morti in un bombardamento missilistico russo di ieri sera su Zaporizhzhia, che secondo le autorità locali ha colpito una clinica e un edificio.
Macron e Tusk discuteranno di una forza di pace post-bellica
Il presidente francese Emmanuel Macron discuterà con il primo ministro polacco Donald Tusk il dispiegamento di una forza di pace post-bellica in Ucraina quando i due si incontreranno a Varsavia giovedì. E’ quanto scrive Politico.eu citando un diplomatico europeo e una fonte francese. “È vero”, ha confermato alla testata il diplomatico dell’UE quando gli è stato chiesto di rispondere a un articolo dei media polacchi pubblicato dal quotidiano Rzeczpospolita, secondo cui i due Paesi starebbero discutendo di una potenziale forza di pace di 40.000 uomini composta da truppe di Paesi stranieri.
Un gioco diplomatico complesso
La situazione tra Ucraina e Russia è sempre più complessa, con diverse potenze che cercano di influenzare l’andamento del conflitto. Le dichiarazioni di Orban e Zelensky, così come la telefonata di Orban a Putin e la possibile discussione tra Macron e Tusk su una forza di pace, mostrano come la diplomazia sia al centro della scena. Tuttavia, è importante ricordare che le decisioni finali saranno prese dai leader di Kiev e Mosca, e che la pace è ancora un obiettivo lontano.
