La scomparsa e la denuncia del prete

Edwin Santos, cofondatore del partito venezuelano di opposizione Voluntad Popular (Vp) e leader nello stato di Apure, è stato trovato morto vicino al ponte che separa gli stati di Apure e di Tachira. La sua scomparsa era stata denunciata da padre Gerardo Rosales, prete della parrocchia di San Camilo del Nula dove viveva Santos, che aveva lanciato un appello video sui social network con al fianco la moglie del politico. Rosales aveva affermato che “alcuni membri della nostra comunità lo hanno visto mentre veniva caricato su un furgone che dicono fosse del Sebin (i servizi segreti del Venezuela)” e aveva chiesto alle organizzazioni di sicurezza dello stato di Apure di rilasciarlo.

L’accusa di Voluntad Popular

In una dichiarazione su X, il partito Voluntad Popular (Vp) ha denunciato in un comunicato che fino a ieri pomeriggio aveva “avuto conferma che Edwin Santos si trovava nella sede della Direzione generale del controspionaggio militare (Dgcim) locale”. Per questo, il partito ritiene “responsabile di questo omicidio il regime di Nicolás Maduro”.

Un’ombra di violenza politica

La morte di Edwin Santos getta un’ombra cupa sulla situazione politica in Venezuela. L’accusa del partito Voluntad Popular, che punta il dito contro il regime di Maduro, solleva preoccupazioni sulla libertà di espressione e sulla sicurezza dei leader politici di opposizione. È fondamentale che la comunità internazionale si impegni a monitorare la situazione e a richiedere un’indagine indipendente e trasparente sull’accaduto.

Di atlante

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