Il furto del sasso di Auschwitz

Un atto grave e inqualificabile ha colpito il monumento in ricordo della Shoah a Baveno, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Ignoti hanno rimosso il sasso proveniente dal campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, che si trovava all’interno di una teca sul monumento.
Il sindaco di Baveno, Alessandro Monti, ha espresso la sua indignazione su Facebook, definendo l’accaduto un “fatto odioso” e sottolineando l’impegno dell’amministrazione comunale a collaborare con le forze dell’ordine per identificare i responsabili.
“Non sappiamo se sia un atto vandalico voluto o la scemenza di qualche stupido”, ha scritto il sindaco, aggiungendo che “Deturpare per stupidità o, peggio ancora, per volontà un monumento che ricorda le vittime dell’Olocausto è un fatto odioso. Noi continuiamo senza sosta il nostro percorso per ricordare”.

Il monumento e le vittime di Baveno

Il monumento, inaugurato nel 2013, è a forma di sarcofago e ricorda le 14 vittime della Shoah che abitavano a Baveno e furono uccise nel settembre del 1943. Sul coperchio del monumento, oltre al sasso di Auschwitz, sono presenti altri 14 piccoli sassi, a rappresentare le vittime.
Vicino alla stella di David, una targa recita: ‘Baveno settembre 1943. 14 vittime della Shoà. Ciò che abbiamo udito e conosciuto non lo terremo nascosto ai figli’.

Il significato del monumento

Il monumento rappresenta un luogo di memoria e di riflessione sull’orrore dell’Olocausto. Il sasso di Auschwitz, in particolare, era un simbolo tangibile della sofferenza e della tragedia che si sono consumate nel campo di concentramento. La sua rimozione rappresenta un gesto di disprezzo e di mancanza di rispetto per le vittime e per la memoria storica.

Riflessioni sull’accaduto

L’accaduto è un segnale allarmante di come la memoria storica possa essere ancora fragile e vulnerabile. La rimozione del sasso di Auschwitz non è solo un atto vandalico, ma un’offesa alla memoria delle vittime e un’incitazione all’odio e alla discriminazione. È fondamentale che la società civile si impegni a preservare la memoria dell’Olocausto e a combattere ogni forma di intolleranza e discriminazione.

Di veritas

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