Roma – Una scossa politica di notevole intensità ha investito il governo Meloni, culminando nelle dimissioni del Sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, e del Capo di Gabinetto del medesimo ministero, Giusi Bartolozzi. La notizia, formalizzata da una nota di Palazzo Chigi, segna un punto di svolta nella gestione di alcune delicate questioni che da tempo tenevano banco nel dibattito pubblico. Contestualmente, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso “apprezzamento per la scelta” dei due esponenti e ha auspicato “che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè”.
Le ragioni dietro le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi
Le dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi giungono al termine di un periodo segnato da forti polemiche e vicende giudiziarie che hanno coinvolto direttamente entrambi. Il passo indietro, avvenuto dopo un colloquio con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, è stato presentato come un atto di responsabilità.
Per Andrea Delmastro, esponente di Fratelli d’Italia e fedelissimo della premier, la situazione si era complicata a seguito di due filoni principali. Il primo, di natura giudiziaria, riguarda la sua condanna in primo grado a otto mesi per rivelazione di segreto d’ufficio nel contesto del caso dell’anarchico Alfredo Cospito. Delmastro fu accusato di aver passato informazioni riservate, provenienti dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP), al suo collega di partito Giovanni Donzelli, che le utilizzò durante un intervento alla Camera. Nonostante la richiesta di assoluzione da parte della Procura, il Tribunale di Roma ha emesso una sentenza di condanna.
Il secondo fronte, emerso più di recente, concerne la sua passata partecipazione societaria in un’attività di ristorazione insieme alla figlia di Mauro Caroccia, quest’ultimo condannato per intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa e considerato un prestanome del clan Senese. Nonostante Delmastro abbia definito la vicenda una “leggerezza” e abbia ceduto le quote, la questione ha sollevato un polverone politico, con le opposizioni che ne chiedevano a gran voce le dimissioni. Nella sua nota di dimissioni, Delmastro ha dichiarato: “Ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della nazione“.
Per quanto riguarda Giusi Bartolozzi, Capo di Gabinetto tecnico in quota Forza Italia, le polemiche sono scaturite da alcune sue affermazioni contro la magistratura durante la campagna per il referendum sulla giustizia. In un intervento su una tv locale siciliana, aveva invitato a votare ‘sì’ per “togliersi di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione”. Queste parole hanno provocato una dura reazione da parte delle opposizioni e di settori della stessa magistratura, rendendo la sua posizione insostenibile.
Il pressing su Daniela Santanchè
La mossa di Meloni, tuttavia, non si è fermata all’accettazione delle dimissioni. La nota di Palazzo Chigi crea un collegamento diretto e inequivocabile con la posizione di Daniela Santanchè, Ministro del Turismo ed esponente di lungo corso di Fratelli d’Italia. L’auspicio della premier è un invito esplicito a un passo indietro, motivato dalla necessità di preservare la “sensibilità istituzionale” del governo.
Il Ministro Santanchè è al centro di diverse inchieste giudiziarie relative alla gestione delle sue passate attività imprenditoriali, in particolare del gruppo Visibilia Editore. Le accuse principali includono il falso in bilancio, per cui è stata rinviata a giudizio a Milano, e la presunta truffa ai danni dell’INPS per una gestione irregolare della cassa integrazione durante la pandemia. A queste si aggiunge un’indagine per bancarotta legata al fallimento di un’altra sua società, la Ki Group.
Fino ad ora, Santanchè ha sempre respinto le accuse e le richieste di dimissioni, sostenendo la correttezza del proprio operato e la netta separazione tra le sue vicende da imprenditrice e il suo ruolo di ministro. La presa di posizione di Giorgia Meloni, però, cambia radicalmente lo scenario, mettendo il ministro in una posizione estremamente difficile e aprendo a un possibile rimpasto di governo. Secondo le ultime notizie, dopo un iniziale braccio di ferro, anche la ministra Santanchè avrebbe infine rassegnato le proprie dimissioni.
Analisi politica: la linea del rigore di Meloni
La decisione di Giorgia Meloni di chiedere un passo indietro a tre esponenti del suo schieramento, di cui due del suo stesso partito, può essere letta come un tentativo di tracciare una linea di rigore e responsabilità. In un momento politico complesso, segnato anche dall’esito negativo del referendum sulla giustizia, la premier sembra voler dare un segnale forte all’opinione pubblica e agli alleati: l’integrità e l’opportunità istituzionale vengono prima delle appartenenze. Questa mossa mira a rafforzare la credibilità dell’esecutivo, chiudendo i fronti polemici che da mesi ne minavano l’immagine e l’azione. Resta da vedere quali saranno gli equilibri futuri all’interno della maggioranza e chi saranno i successori per i ruoli rimasti vacanti.
